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In 400 manifestano a Berna contro sorveglianza telecomunicazioni
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Circa 400 hanno manifestato questo pomeriggio a Berna contro la revisione della legge sulla sorveglianza delle comunicazioni postali e del traffico delle telecomunicazioni, adottata a stragrande maggioranza in marzo dal Consiglio degli Stati. I vari oratori riuniti su Piazza Federale hanno sostenuto che la nuova legge è pericolosa per la democrazia: si devono poter scambiare idee senza paure e senza essere spiati.

La legge - hanno aggiunto gli oratori - fa diventare potenziali sospetti tutti i cittadini e non ha sufficiente rispetto della sfera privata e della presunzione di innocenza. Inoltre, in base ad una sentenza di aprile della Corte europea, non sarebbe conforme al rispetto dei diritti umani

La dimostrazione è stata organizzata da una coalizione di diversi partiti (Pirati, Verdi e sezioni giovanili di partiti di ogni tendenza), di organizzazioni non governative e dell'associazione economica svizzera della tecnica d'informazione, comunicazione e organizzazione (Swico).

Se la revisione di legge sarà accolta anche dal Consiglio Nazionale diverse sezioni giovanili di partiti hanno già annunciato di voler raccogliere le firme per un referendum.

Le nove norme ammettono, in caso di inchieste penali, il ricorso a software spia governativi, pure detti "cavalli di Troia" (trojan), per registrare comunicazioni su internet, come e-mail e telefonate con skype. La revisione si applica solo alla sorveglianza di presunti autori di reati gravi, come assassini, crimini mafiosi, finanziari o a carattere pedofilo. I dati delle telecomunicazioni potranno essere conservati per un anno invece che per sei mesi, come attualmente.

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