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La convenzione sulle successioni con la Francia va bocciata
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La convenzione sulle successioni con la Francia deve essere bocciata. Il Nazionale, con 132 voti contro 52 e un astenuto, ha respinto oggi la proposta del Consiglio degli Stati di rinviare al Consiglio federale il nuovo accordo sulla tassazione delle eredità tra la Svizzera e la Francia con l'incarico di rinegoziarlo. Ora c'è il rischio concreto che l'attuale accordo, risalente al 1953, venga unilateralmente disdetto da Parigi. Ci si troverebbe allora in un vuoto giuridico.

La consigliera federale Eveline Widmer-Schlumopf ha affermato che la Francia "disdirà la convenzione nei prossimi giorni", e ciò malgrado il fatto che gli Stati dovranno esprimersi una seconda volta sulla proposta di rinvio al governo dell'accordo. Decisione che sarà definitiva.

Cosciente del fatto che Parigi non è disposta a ritornare sull'esito del negoziato, il Nazionale ha dunque ritenuto che rinviare il progetto al governo non serva a niente. Più in generale, molti deputati hanno sottolineato (anche se non era l'oggetto del dibattito odierno) che è meglio nessun accordo rispetto a questa intesa che penalizza troppo la Svizzera, quella romanda il particolare.

La nuova convenzione - firmata nel luglio 2013 a Parigi da parte della ministra delle finanze Widmer-Schlumpf e del suo omologo francese Pierre Moscovici - era stata bocciata dal Nazionale durante la sessione invernale delle Camere federali. La maggioranza di centro-destra, e in particolare i deputati romandi, avevano voluto dare un segnale chiaro alla Francia e a tutti i Paesi tentati da un tale accordo con cui si prevede che la tassazione delle successioni non avvenga più in base al domicilio del defunto, bensì degli eredi.

Il 18 marzo scorso, gli Stati avevano invece preferito, per 35 voti a 4, rinviare all'Esecutivo il decreto federale che approvava la convenzione tra i due Paesi. Nelle intenzioni dei "senatori", il Consiglio federale avrebbe dovuto riaprire le trattative su questo dossier, uno dei tanti in corso di negoziato con la Francia.

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