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Libera circolazione: reazioni contrastanti a decisione UE
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L'Unione Europea non intende rinegoziare l'accordo sulla libera circolazione delle persone. Le reazioni alla decisione degli ambasciatori dei 28 paesi dell'UE sono contrastanti. L'annullamento di tutti gli accordi bilaterali è comunque ritenuto inverosimile.

Il Consiglio federale ha sì affermato di non escludere una eventuale cancellazione, "ma ritengo questo passo improbabile" poiché sarebbe necessaria una decisione all'unanimità del Consiglio dei Ministri e l'approvazione del parlamento, ha dichiarato l'esperta in diritto europeo dell'Università di Basilea Christa Tobler in un'intervista pubblicata oggi dai giornali "Tages-Anzeiger" e "Bund".

"Piuttosto si arriverà ad una violazione dei termini dell'accordo" che potrebbe portare a problematiche legali e pratiche con i cittadini dell'UE, continua Tobler.

Anche Christoph Blocher, presidente del "Comitato No alla strisciante adesione all'UE", afferma che è "improbabile che anche gli altri contratti vengano cancellati". "Ciò non è nell'interesse dell'economia europea", ha affermato in un'intervista odierna con la "Neue Zürcher Zeitung". Gli accordi sono più importanti per l'UE che per la Svizzera, sostiene Blocher ricordando che secondo l'accordo sulla libera circolazione delle persone essa ha l'obbligo di trattare con la Confederazione.

Tobler invece ritiene che la situazione sia diversa. Da sfere diplomatiche si percepirebbe che la Svizzera ha perso di importanza dal voto del 9 febbraio. "L'Unione Europea ha poca voglia di occuparsi della Confederazione. Tutto il resto è illusione", precisa l'esperta.

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