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Frédéric Hainard contesta condanna a Bellinzona
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L'ex "ministro" neocastellano Frédéric Hainard ha contestato oggi davanti alla Corte penale del Tribunale penale federale (TPF) la condanna inflittagli in gennaio per abuso d'autorità e violazione della sovranità territoriale di uno Stato estero, reati che avrebbe commesso quando era procuratore supplente al Ministero pubblico della Confederazione.

Nel febbraio 2009, Hainard si era recato in Perù nel quadro di un'inchiesta su un traffico internazionale di droga. Costatando che un cittadino italiano che voleva interrogare non si trovava come previsto in un carcere locale ma in situazione irregolare in Svizzera, il procuratore supplente lo avrebbe minacciato allo scopo di costringerlo a recarsi a Montevideo, dove il procuratore supplente si era nel frattempo spostato.

Hainard ha negato oggi di aver esercitato pressioni sulla persona in causa per costringerlo a recarsi in Uruguay. "Non avevo alcun interesse - né di fatto, né giuridico - a svolgere il ruolo di cattivo", ha precisato. Hainard era peraltro convinto che l'interrogatorio, svoltosi all'ambasciata elvetica a Montevideo, fosse regolare. Per questo motivo - ha spiegato - non ha provveduto, come avrebbe dovuto fare, ad inoltrare una domanda di assistenza giudiziaria alle autorità uruguayane.

Riconoscendolo colpevole di abuso di autorità per il primo caso e di violazione della sovranità territoriale di uno Stato estero per il secondo, il procuratore straordinario Jacques Antenen ha inflitto al neocastellano 90 aliquote giornaliere con la condizionale. Il processo a Bellinzona proseguirà domani con la requisitoria del procuratore Antenen e l'arringa della difesa.

Venerdì scorso, Hainard era stato condannato dal Tribunale regionale del Litorale e di Val-de-Travers a 40 aliquote giornaliere da 100 franchi, con la condizionale di due anni, per abuso di autorità e falsità in documenti, commessi nel marzo 2010 in veste di consigliere di Stato.

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