CRONACA
10 domande a Bignasca: le cannonate di Pontiggia
Il condirettore del Corriere schiaffeggia Bel Ticino e il PS: "Non siete belli e difendete l'indifendibile"

LUGANO – La decisione di Marco Cagnotti,  direttore del mensile socialista Confronti, di opporsi al decreto d’accusa che la magistratura ha emesso contro di lui per le 10 domande a Boris Bignasca, suscita le prime reazioni. La scelta di Cagnotti, benedetta e sostenuta dal partito socialista in una nota stampa, porterà il caso davanti a un giudice. Intanto se ne discute sui giornali.

Alla vicenda dedica un fondo il condirettore del Corriere del Ticino Fabio Pontiggia. Un articolo al vetriolo in cui attacca Bel Ticino e il partito socialista. 

“Bel Ticino non è il bel Ticino”

Leggiamo: “Il bel Ticino non è quello dell'associazione dell'avvocato Paolo Bernasconi, manichea e selettivamente moralistica. Il vero bel Ticino è quello delle persone che vi abitano e lavorano sodo nel silenzio e nel rispetto delle regole, si confrontano sul piano delle idee, si impegnano, con il loro spirito d'iniziativa, la loro creatività e competenza, per far progredire la comunità, per risolvere i molti problemi con cui questo fazzoletto di terra è confrontato, senza autoincensamenti, senza calare lezioni a tutto il Paese dall'alto di una proclamata ma inesistente superiorità morale”. 

“Il Ticino brutto”

Il coondirettore del Corriere prosegue nell’analisi, denunciando ciò che secondo lui rappresenta la parte brutta del nostro Cantone: “Il volto brutto di questo bel Ticino è quello di chi non rispetta le regole o corre pericolosamente sul crinale che separa la legalità dall'illegalità, occupa cariche pubbliche per fare i suoi affari, non sa dibattere senza attaccare e insultare le persone che la pensano diversamente, vive di rancori vecchi e nuovi. È anche quello di chi applica sistematicamente la logica dei due pesi e delle due misure, crede dogmaticamente che il bene sia sempre dalla sua parte e il male da quella degli altri, vede la pagliuzza ma non la trave, predica bene e razzola male. È il brutto Ticino che non contempla nel suo vocabolario termini quali correttezza, rispetto, dignità, responsabilità, coerenza, equità, onestà intellettuale". 

“Confronti: sequela d’insulti di rara violenza”

E qui Pontiggia comincia ad azzannare: “Questo abbrutimento non è prerogativa di un certo leghismo: è politicamente trasversale. Il caso della rivista socialista «Confronti» lo conferma. L'articolo con le dieci domande al figlio del presidente della Lega è una sequela di insulti di rara violenza e cattiveria, per ora sanzionati dalla magistratura”.

“I socialisti difendono l’indifendibile” 

Quindi la dura critica al PS: “Il Partito socialista, sempre in prima fila a denunciare i metodi e il linguaggio leghisti, sembra irrigidirsi a difesa dell'indifendibile, cioè degli stessi metodi. In questo brutto Ticino, il vero bel Ticino non si riconosce proprio. E per far valere la sua diversità, non ha bisogno di proclamarlo ai quattro venti. Si distanzia quotidianamente da quei metodi semplicemente non applicandoli. Li delegittima non con l'enfasi ipocrita delle parole spese a buon mercato, ma con la pacatezza dei fatti, cioè con la correttezza e l'onestà dei suoi comportamenti. La barbarie non si combatte con la barbarie, ma con la civiltà”.

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