CRONACA
Chiasso: il fruttivendolo italiano Bruno e la "guerra" degli ortaggi
La sua bancarella ogni lunedì attrae numerosi chiassesi ma i commercianti si lamentano: "Non possiamo permetterci di vendere la merce ai prezzi che fa lui"
CHIASSO - È "guerra" degli ortaggi a Chiasso. La vicenda, raccontata oggi dal Corriere del Ticino, è un classico esempio di disputa commerciale tra chi viene a vendere dall'Italia e i negozi ticinesi. Al centro della storia c'è Bruno e la sua bancarella di frutta e verdura che ogni lunedì attrae numerosi chiassesi in piazza Indipendenza. Ma se i clienti sembrano più che soddisfatti di fare affari con Bruno, uguale sentimento non lo provano certo i commercianti della City."I suoi prezzi mettono a dura prova i nostri esercizi – spiega al CdT l’addetta di un negozio di alimentari del centro –. Dovendo rivolgerci a dei fornitori per l’acquisto di frutta e verdura non possiamo permetterci di vendere la merce a prezzi così bassi: per noi sarebbe una perdita assicurata. La sua presenza ci danneggia".Bruno, va sottolineato, ha un regolare permesso di venditore ambulante, concessogli dalle autorità cantonali e valido fino alla fine dell’anno per la vendita di ortaggi bio provenienti dall’Italia. Il fruttivendolo beneficia pure di un’autorizzazione del Comune di Chiasso per usufruire degli spazi pubblici. "I commercianti - racconta lui - vengono a vedere la mia bancarella per sapere che prezzi applico e in effetti per loro non è facile eguagliarli – dice. Acquisto la merce direttamente in produzione e questo mi consente di essere concorrenziale sebbene i prezzi siano più alti rispetto a quelli che propongo in Italia a causa dei dazi doganali che devo pagare per importare la merce".
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