CRONACA
E dire che una volta c'era il maschio...L'ultima provocazione di Massimo Fini: l'uomo femminilizzato e l'aumento dell'omossessualità (anche delle donne) in Occidente: "Gli altri, quelli che tanto temiamo, fanno figli come conigli e prima o poi ci sommerge
Lo scrittore italiano: "L' uomo, sempre più innamorato di sé, sempre più narciso, si è eccessivamente femminilizzato. E un uomo-femmina interessa molto poco le donne dal punto di vista sessuale"

MILANO – E dire che una volta c'era il maschio. Ora invece c'è il maschio "femminilizzato". È l'ultima provocazione dello scrittore Massimo Fini che, in un articolo apparso sul Fatto Quotidiano, riflette sull'uomo 3.0. La riflessione di Fini sfocia poi nella crescente omosessualità, sia delle donne che degli uomini, nella società occidentale, con la conseguente crisi della natalità.

 

"Tutti i razzisti – precisa Fini - premettono ai loro discorsi che non sono razzisti. E così gli omofobi. Io però spero di non essere sospettabile, ho dichiarato la mia parte di omosessualità (del resto, come è noto, in ogni persona, uomo o donna che sia, c' è un maschile e un femminile, sia pur combinati in proporzioni diverse) nella mia autobiografia, Una vita".

 

"Tuttavia – ragiona lo scrittore sul quotidiano italiano - mi pare che nell' evidente ed esponenziale aumento dell' omosessualità, sia maschile che femminile, proprio in Occidente, vi sia qualcosa di anomalo e di preoccupante. Molte non sono omosessualità naturali ma, per così dire, 'di ritorno'. L' uomo, che per quanto si vanti e si glori ha sempre avuto paura della donna per quella fenditura da cui nasce la vita e il mistero, è oggi ulteriormente intimorito dall' aggressività di lei. Che non ti appoggia più teneramente la testa sulla spalla e tantomeno ti fa un maglione. Da che mondo è mondo la donna non seduce ma si fa sedurre. Insomma è stata sempre lei a condurre il gioco, ma in modo più malizioso e meno sfacciato. Una donna che si offre spudoratamente fa cadere ogni libido". 

 

"L' omosessualità delle donne –scrive ancora Fini - è più nascosta, come più nascosto è il loro sesso (alzi la mano l' uomo che nel suo immaginario onirico non ha sognato di vedere, dal buco della serratura, due donne che si fanno, e gli sarà immediatamente tagliata). Comunque anche l' omosessualità femminile è in crescente aumento e non solo perché, come quella maschile, è stata sdoganata (vedi la nuotatrice Rachele Bruni alle recenti Olimpiadi). Credo che si tratti di un gioco di controspecchi. L' uomo, sempre più innamorato di sé, sempre più narciso, si è eccessivamente femminilizzato.Tien cura del proprio corpo come una donna, si depila, si deodora, si cosparge di creme, frequenta, al pari di lei, le beauty farm. Inoltre non ci sono più le occasioni per dimostrare la propria virilità e il proprio coraggio (la donna non ha bisogno di dimostrare coraggio, ce l' ha quando occorre, essendo antropologicamente preparata al parto), non fa più la guerra, non esiste più un orgoglio nazionale, la forza fisica, sostituita dalla tecnica, ha perso ogni importanza, serve al più per svitare i tappi delle bottiglie di acqua minerale o per mettere le valigie sulle reticelle dei treni. Ha perso vitalità. Un uomo-femmina interessa molto poco le donne dal punto di vista sessuale".

 

 

"Ma in fondo – termina lo scrittore - che importanza ha questo aumento ambosessi dell' omosessualità se ognuno ci trova il proprio gusto? Ce l' ha. Perché i figli hanno il brutto vizio di nascere come sempre e le modalità per procrearli, a parte qualche tecnica algoritmica che può essere alla portata solo di pochi, risalgono all' alba del mondo. La natività occidentale è scesa a livelli bassissimi (l' Italia, se non mi sbaglio, è agli ultimissimi posti in questa speciale classifica). Gli altri, quelli che tanto temiamo, fanno figli come conigli ed è impensabile di spazzarli via tutti a colpi di droni. Prima o poi ci sommergeranno".  

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