CRONACA
La sagra che vorrei... Marco Romano commenta la decisione del Municipio di rompere con gli organizzatori: "Bisogna coniugare l’impegno delle moltissime associazioni volontarie di Mendrisio e dei suoi quartieri con la necessità/volontà di vivere le tradizi
Il municipale su Facebook: “Ogni cambiamento è l’occasione per cogliere quanto di prezioso è stato costruito, dando impulsi diversi e nuove opportunità"
Foto: TiPress/Samuel Golay
CRONACA

Clamoroso a Mendrisio! Il Municipio annuncia: "Sagra dell'uva, dall'anno prossimo si cambia. L'edizione 2017 verrà affidata a un nuovo ente organizzatore"

27 SETTEMBRE 2016
CRONACA

Clamoroso a Mendrisio! Il Municipio annuncia: "Sagra dell'uva, dall'anno prossimo si cambia. L'edizione 2017 verrà affidata a un nuovo ente organizzatore"

27 SETTEMBRE 2016
MENDRISIO – Marco Romano, in veste di municipale di Mendrisio, commenta sulla sua bacheca Facebook lo strappo tra l’autorità comunale e gli organizzatori della Sagra dell’uva. Non precisa q uali siano i motivi precisi che hanno spinto il Municipio ad affidare a un nuovo ente l’organizzazione della prossima sagra. Ma li lascia intuire.

La Sagra, scrive, deve promuovere “le tradizioni del nostro territorio vitivinicolo ed enogastronomico”. Non può essere, insomma, una qualsiasi sagra di paese, con bancarelle che vendono di tutto un po’… È, in fondo, lo stesso problema che si è posto a Lugano con la Bacchica. Solo che il Municipio di Mendrisio, dopo l’edizione dello scorso week end ha detto “basta”. Le città, che mettono a disposizione il suolo pubblico a chi organizza eventi in nome dei prodotti del territorio, devono giustamente dettare la linea.

di Marco Romano (da Facebook)

“Ogni cambiamento è l’occasione per cogliere quanto di prezioso è stato costruito, dando impulsi diversi e nuove opportunità. La Sagra dell’Uva è un evento prezioso per la Città di Mendrisio, tanto quanto le feste locali che animano quasi tutti i comuni del Mendrisiotto. Un weekend popolare che anima il centro cittadino.

Si impegnano centinaia di persone di ogni età, non solo per i 3 giorni ma anche nella lunga preparazione, con passione, senza tornaconto e con lo spirito goliardico che contraddistingue i momó. Senza di loro non ci sarebbe nulla, il lavoro è enorme.

E’ un appuntamento fisso nell’agenda, che unisce le associazioni e le società di Mendrisio creando un legame con il territorio. Decisione coraggiosa, ma necessaria e giustificata (quella del Municipio,ndr). Chi ha garantito negli ultimi decenni l’organizzazione ha dato tanto, merita gratitudine.

“Qualcosa si è rotto”, la Città (che, ricordate, non organizza, ma concede l’utilizzo del suolo pubblico ed è responsabile sia per i visitatori sia per i residenti) desidera una nuova impostazione. Bisogna coniugare l’impegno delle moltissime associazioni volontarie di Mendrisio e dei suoi quartieri con la necessità/volontà di vivere le tradizioni del nostro territorio vitivinicolo ed enogastronomico lungo le vie del centro storico in un ambiente di festa e amicizia”.

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