Intervista all'agente generale per il Sottoceneri della compagnia assicurativa che parla delle nuove sfide, dei nuovi rischi e del modello coopertivo

Nel 2026 la più antica compagnia assicurativa privata svizzera celebra i suoi 200 anni. Dalle origini come mutua contro gli incendi ai nuovi rischi climatici, passando per il modello cooperativo e l’impegno sul territorio. E a fine ottobre riaprirà anche la storica sede di piazza Cioccaro a Lugano.
Michele Bertini, quest’anno Mobiliare festeggia 200 anni di presenza sul mercato assicurativo svizzero. Due secoli esatti, dal 1826 al 2026. Parliamo della più antica compagnia assicurativa privata svizzera. Com’era il mondo in cui nacque?
Era evidentemente un mondo completamente diverso da quello di oggi. Mobiliare venne fondata nel 1826 come Società svizzera di mutua assicurazione del mobilio contro i danni da incendio. Già nella denominazione originaria c’è un elemento importante della nostra identità: quello della mutua assicurazione e quindi della base cooperativa. Siamo tuttora, e lo siamo fieramente, una cooperativa. È un modello aziendale che rappresenta uno dei nostri capisaldi e che ancora oggi ci distingue sul mercato. All’epoca il rischio era soprattutto quello degli incendi, che potevano distruggere fienili, stalle e beni delle famiglie. Oggi naturalmente siamo un’assicurazione che copre praticamente tutti i rischi. L’evoluzione è stata enorme in questi duecento anni e dovrà necessariamente continuare anche nei prossimi.
E quali sono oggi i rischi che stanno cambiando maggiormente la professione dell’assicuratore?
Sicuramente quelli legati ai cambiamenti climatici. Gli eventi naturali estremi stanno mettendo sotto pressione l’intero settore assicurativo: pensiamo alla grandine, alle alluvioni, agli smottamenti e, più in generale, a tutto quello che abbiamo visto accadere con crescente frequenza negli ultimi anni.
Come si affronta un rischio che diventa sempre più difficile da prevedere? Significa inevitabilmente premi più alti oppure rischi che non potranno più essere assicurati?
Un aspetto fondamentale è la prevenzione. E per Mobiliare, proprio perché siamo una cooperativa, investire nella prevenzione è nella natura stessa del nostro modo di operare. Cerchiamo di dare un contributo tangibile alla riduzione dei rischi, e non soltanto per quanto riguarda gli oggetti assicurati presso di noi. Sono molteplici gli investimenti destinati ad aiutare autorità, consorzi, Comuni ed enti pubblici a contenere i danni provocati dalle calamità naturali. Pensiamo, per esempio, ai sistemi di protezione contro le alluvioni. Ma investiamo anche nella ricerca scientifica. Un esempio è il Mobiliar Lab für Naturrisiken dell’Università di Berna, promosso da Mobiliare, che svolge attività di ricerca sui rischi naturali e climatici e sulle loro conseguenze. E anche in questo caso non si tratta di qualcosa che va esclusivamente a beneficio di Mobiliare e dei suoi clienti, ma dell’intera comunità. È un altro tratto distintivo della cooperativa: investire nel territorio e nel contesto nel quale si opera.
Il modello cooperativo consente anche di restituire una parte dei risultati ai clienti e al territorio. Come funziona concretamente?
Attraverso la partecipazione alle eccedenze possiamo far beneficiare i nostri clienti dei risultati conseguiti, anche tramite riduzioni dei premi. Ma il principio cooperativo si manifesta pure nel sostegno molto diffuso ad attività, eventi, sport, cultura e iniziative meritevoli presenti sul territorio. A questo si aggiungono gli investimenti nella prevenzione e nella ricerca scientifica di cui parlavo prima. Sono tutte modalità attraverso le quali una cooperativa può restituire valore alla società nella quale opera.
Il motto scelto per il bicentenario, “Insieme per il domani dal 1826”, sembra voler riassumere proprio questa filosofia.
Esattamente. Credo che sintetizzi bene sia i nostri valori cooperativi sia la volontà di continuare a contribuire a modellare il Paese nel quale operiamo. Mobiliare lavora esclusivamente in Svizzera, non è una multinazionale. Nel motto c’è quindi il concetto del “domani”, ma c’è soprattutto quello dell’“insieme”, che appartiene alla natura stessa di una cooperativa. Significa contribuire allo sviluppo del Paese nelle sue diverse sfaccettature, linguistiche e culturali, rispettandone e valorizzandone le diversità.
Un esempio concreto in Ticino è il Locarno Film Festival, dove Mobiliare è presente da tempo.
Sì. Oltre al sostegno al Locarno Film Festival c’è soprattutto il progetto La Rotonda by la Mobiliare. Per oltre due settimane vengono proposti eventi, spettacoli e concerti completamente gratuiti, aperti alla popolazione. È un esempio molto concreto di cosa significhi per noi essere presenti e investire nel territorio.
Il 2026, però, per Mobiliare nel Sottoceneri non sarà soltanto l’anno del bicentenario. Fra poche settimane ci sarà anche un ritorno importante nel cuore di Lugano e a lei, come agente generale, farà sicuramente piacere...
Sì, finalmente. A fine ottobre potremo riaprire la sede storica dell’Agenzia generale Lugano-Sottoceneri in piazza Cioccaro, rimasta chiusa negli ultimi due anni per i lavori di risanamento dell’immobile. Riapriremo con un nuovo concetto di agenzia e soprattutto saremo al piano terra, quindi molto più visibili e accessibili rispetto al passato. Piazza Cioccaro è un punto caratterizzato da una fortissima affluenza pedonale, anche per la vicinanza con la stazione e con la funicolare. Crediamo quindi che la nuova sede avrà un impatto importante e ci permetterà di essere ancora più vicini a chi vive, lavora e frequenta Lugano.
Nel 2026 la Mobiliare compie 200 anni. Fondata a Berna nel 1826 come società di mutua assicurazione del mobilio contro gli incendi, oggi può contare sulla fiducia di un’economia domestica e di un’azienda svizzera su tre. Un risultato che la CEO Michèle Rodoni, intervistata da Ticino Management, riconduce anche alla particolare struttura cooperativa della compagnia: «Siamo organizzati come cooperativa, pensiamo a lungo termine, orientando le nostre azioni agli interessi dei clienti». A questo si aggiunge, sottolinea, il forte radicamento territoriale e la vicinanza agli assicurati in caso di sinistro.
La natura cooperativa significa anche assenza di azionisti da remunerare e partecipazione dei clienti ai risultati. Nell'ultimo decennio la Mobiliare ha redistribuito agli assicurati 1,8 miliardi di franchi sotto forma di eccedenze e sconti sui premi; per il solo bicentenario è prevista una redistribuzione di 300 milioni. «Proprio il fatto di essere vincolati ai nostri clienti, non agli azionisti, ci permette di crescere in modo sostenibile, di assumerci rischi a lungo termine e di condividere regolarmente il successo con la clientela e con i collaboratori», osserva Rodoni.
I numeri del 2025 confermano la crescita: 5,173 miliardi di franchi di premi, in aumento del 4,7%, 2,4 milioni di clienti e una progressione del 5,4% nel ramo non-vita. L'utile ha raggiunto gli 825 milioni, un risultato che la CEO invita però a non considerare strutturale, perché favorito da componenti finanziarie straordinarie, fra cui la vendita di quote di Swiss Marketplace Group.
Rodoni richiama infatti l'attenzione sui margini molto più contenuti dell'attività assicurativa vera e propria: «Su 100 franchi di incasso premi, nel ramo danni ne restano circa 3». Da qui la priorità di una crescita redditizia e sostenibile, senza dipendere dall'andamento dei mercati finanziari.
Il cuore dell'attività resta quello delle assicurazioni danni, con una posizione particolarmente forte nelle coperture domestiche e per le Pmi. Nell'assicurazione dei veicoli la Mobiliare è vicina al terzo posto, mentre cresce anche nella previdenza, in particolare nel pilastro 3a e nelle casse pensioni. È questa focalizzazione sull'attività assicurativa e previdenziale a guidare anche la strategia “Avantage 2030”.
Fonte: intervista a Michèle Rodoni, CEO della Mobiliare, pubblicata da Ticino Management.