La ministra delle finanze interviene nel dibattito fiscale lanciato ieri dal suo collega Manuele Bertoli, che ha proposto un aumento delle imposte cantonali del 4/5% per riequilibrare i conti

BELLINZONA - Faremo di tutto per evitarlo, ma basta ambiguità e fughe in avanti. La ministra delle finanze Laura Sadis interviene nel dibattito fiscale lanciato ieri dal suo collega Manuele Bertoli, che ha proposto un aumento delle imposte cantonali del 4/5% per riequilibrare i conti pubblici. Sadis dice la sua in una lettera pubblicata oggi dal Corriere del Ticino, nella quale richiama gli altri ministri alla responsabilità e all'azione comune e coordinata.
Implicito il riferimento alla proposta di potenziare la Polizia cantonale lanciata da Norman Gobbi e all'uscita di ieri di Bertoli, temi che hanno suscitato immediatamente polemiche e reazioni.
Questi i passaggi della lettera di Sadis che riguardano la questione fiscale:
"Per quanto riguarda l'aumento delle imposte nell'ambito del risanamento finanziario - scrive -, sono del parere che ogni strada deve essere tentata pur di non effettuarlo. Ma per questo è necessaria un'assunzione di responsabilità di tutto il Consiglio di Stato, ma anche del Gran Consiglio e dei Partiti, dai quali ci si attendono anche delle indicazioni di tipo politico su dove effettuare tagli strutturali. Tutto questo lo si potrà affrontare solo con una politica coerente, senza ambiguità o fughe in avanti: l'ottenimento delle risorse necessarie e la loro gestione non è un gioco d'azzardo ma deve fondarsi su principi solidi e condivisi nel solco di quella politica di concordanza che, non dimentichiamolo, ha fatto la fortuna del nostro paese. Lavoriamoci dunque. Tutti assieme, però.
E non si faccia ingannare il cittadino: nemmeno lo strumento del coefficiente cantonale, nell'ambito del progetto di freno ai disavanzi, intende aumentare le tasse. L'esperienza in tutti gli altri Cantoni - siamo infatti i soli, insieme al Vallese, a non averlo - mostra infatti che tale strumento porta in generale a un abbassamento, non un aumento, delle tasse, in quanto obbliga i politici non solo a valutare il costo di ogni nuovo compito, ma anche ad agire concretamente sulle spese. Ma davvero, non solo a parole: forse per questo disturba qualcuno".