POLITICA E POTERE
Sergio Roic imbraccia il bazooka e rilancia il boicottaggio: "Niente più soldino al Mattino!"
"Siamo pronti a revocare il boicottaggio degli inserzionisti del Mattino, qualora il sindaco di Lugano riuscisse a fare il miracolo di cambiare la linea editoriale xenofoba di Quadri e Bignasca"

LUGANO - Sergio Roic, vicepresidente della sezione socialista di Lugano, imbraccia il bazooka e fa un'incursione nella giunga della polemica che sta infiammando la politica cittadina, schierandosi a fianco di Raoul Ghisletta. La polemica legata alla manifestazione indetta sabato prossimo contro il dumping salariale e contro il Mattino.

"Sono convinto - scrive in una presa di posizione - che almeno il 30-40% dei Ticinesi abbiano il voltastomaco per il giornalismo xenofobo, sguaiato e irrispettoso di tutti e di tutto, che si trova sul Mattino della domenica e sul Mattinonline. Ci appelliamo a questo numero di persone impressionante di circa 100.000 Ticinesi, se non di più, che ci tengono all’immagine del Canton Ticino e ai principi alla base della democrazia: rispetto verso gli altri, educazione, confronto delle idee, razionalità, tolleranza. Per favore, non date più alcun soldino alle imprese che foraggiano il Mattino, come Brico, CasinòLugano, Artecasa, Montegeneroso, La domestica, Macconi, Comafim, ecc. Fate la vostra spesa in tutte le ditte del Canton Ticino, ma non in queste ditte".

E fate come me, prosegue Roic, "non andate a fare la spesa in Italia, ma fatela presso le ditte concorrenti in Ticino, in modo che il consigliere nazionale leghista Lorenzo Quadri non vi accusi di creare disoccupazione nel nostro Cantone. E poi, noi di sinistra e di centro-sinistra siamo buoni e ragionevoli: il nostro non è un appello al boicottaggio per l’eternità di queste ditte fiancheggiatrici del Mattino. Innanzi tutto aggiorneremo i nomi delle ditte settimanalmente, di modo che saprete chi sono le ditte politically non corrette. In secondo luogo, siamo pronti a revocare il boicottaggio degli inserzionisti del Mattino e del suo sito, qualora il sindaco di Lugano riuscisse a fare il miracolo di cambiare la linea editoriale xenofoba, sguaiata e irrispettosa di Quadri e Bignasca. Di solito i miracoli sono prerogativa di coraggiosi uomini e donne di fede, per cui dubito molto nella capacità di Borradori di rendere presentabili e politically correct gli organi della Lega, perlomeno sin quando saranno diretti da giornalisti che non hanno la minima idea di che cosa sia una pur minima deontologia professionale o la stessa notizia (ultima “perla” sul Mattinonline: frasi riportate fra virgolette dei promotori della manifestazione del 19 ottobre – frasi mai dette). Comunque, mai dire mai…".

E conclude: "Infine vorrei tranquillizzare tutti i nostri amici ed avversari politici. Cercare seriamente di fare risalire un po’ il livello del giornalismo in Ticino non ci impedisce di occuparci nel resto del tempo dei problemi dei lavoratori e dei ceti sociali meno abbienti. Le nostre battaglie in corso sono tante: iniziativa per il salario minimo di 4.000 fr mensili, lotta contro il taglio cantonale dei sussidi ai premi cassa malati, iniziativa popolare per l’alloggio a prezzi accessibili e petizione per le mense per tutti a Lugano, difesa del contratto collettivo di lavoro nelle case anziani, lotta ai tagli sui servizi pubblici, miglioramento della scuola tramite la riduzione degli allievi a 20 al massimo per classe, ecc. Queste sono le nostre priorità da sempre. E sabato prossimo 19 ottobre mattino manifesteremo pacificamente a Lugano per ricordare queste priorità, che concernono tutti i Ticinesi e per cui si battono tutti i progressisti".

 

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