POLITICA E POTERE
I deputati di valle suonano la sirena d'allarme: posti di lavoro a rischio nel settore idroelettrico. Chiesto un incontro urgente con Christian Vitta
A far scattare la preoccupazione le ultime riunioni di CdA di Ofima e Ofible in cui si è discusso delle ristrutturazioni aziendali. A dar voce alle preoccupazioni delle zone periferiche Fiorenzo Dadò, insieme ai colleghi Fabio Badasci, Franco Celio, Giacomo Garzoli, Simone Ghisla, Nadia Ghisolfi, Walter Gianora, Michele Guerra, Gina La Mantia, Germano Mattei, Giorgio Pellanda, Omar Terraneo
©Ti-Press/Gabriele Putzu
BELLINZONA - I deputati di valle del Gran Consiglio suonano la sirena d'allarme e chiedono un incontro urgente a Christian Vitta. A far scattare la preoccupazione dei Gran Consiglieri la possibile perdita di posti di lavoro nel settore idroelettrico. 

 
Una preoccupazione messa nero su bianco da Fiorenzo Dadò, insieme ai colleghi Fabio Badasci, Franco Celio, Giacomo Garzoli, Simone Ghisla, Nadia Ghisolfi, Walter Gianora, Michele Guerra, Gina La Mantia, Germano Mattei, Giorgio Pellanda, Omar Terraneo.
 
 
"Ieri 1 dicembre - scrivono i deputati in una presa di posizione inviata alla stampa - si sono riuniti a Zurigo i CdA della Maggia SA (Ofima) e della Blenio SA (Ofible), per discutere della ristrutturazione aziendale prevista a seguito delle grosse difficoltà che sta riscontrando il settore idroelettrico in Svizzera, la quale era già stata oggetto di una nostra interrogazione al Consiglio di Stato il 20 settembre scorso dal titolo “Posti di lavoro nelle Valli a rischio?” Questa ristrutturazione prevede importanti cambiamenti, non da ultimo pare la soppressione di numerosi quanto preziosi posti di lavoro nelle zone periferiche". 
 
"Vista l'importanza del tema e le forti preoccupazioni che sta generando soprattutto nelle zone periferiche - prosegue la nota -  è stato chiesto un incontro urgente all’Onorevole Christian Vitta, direttore del Dipartimento Finanze Economia responsabile del settore idroelettrico in Ticino, per valutare la situazione e i possibili scenari, e quindi stabilire tutti i passi che il Cantone dovrà intraprendere attraverso i suoi rappresentanti nei consigli di amministrazione delle due importanti aziende. Cantone, è bene ricordare, che oltre ad essere proprietario delle acque e ad aver sacrificato parte preziosa del suo territorio agli interessi nazionali, è pure azionista al 20% di queste aziende". 
 
 
"Alla riunione - termina il comunicato - è stata chiesta la partecipazione di tutti membri di CdA delle rispettive aziende in rappresentanza del Cantone, nonché i vertici di direzione e del Consiglio di Amministrazione dell’Azienda Elettrica Ticinese".
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