CRONACA
Anni di abusi, con le prove cancellate dalle immagini della videosorveglianza. Finchè...
Molte erano le dipendenti del titolare di due distributori di benzina a andar via dopo poco tempo. Una di loro, dopo aver subito un tentativo di stupro, ha trovato il coraggio di denunciare. In casa dell'uomo delle munizioni da guerra

LUGANO – Comportamenti sempre uguali, con le prove cancellate dalle immagini della videosorveglianza. Finchè con una dipendente va ancora oltre, lei riesce a ribellarsi, a filmare le immagini col cellulare prima che venissero fatte sparire, in modo da avere in mano la prova per denunciare.

Non è facile, riferisce Il Caffè, la decisione della dipendente, frontaliera, di sporgere denuncia. In famiglia le consigliano di non farlo, per non compromettere la posizione lavorativa in Svizzera. Si rivolge a OCST, che le dà la forza di rivolgersi alla Polizia. Mentre contava i soldi alla cassa, il suo datore di lavoro la afferra, la stringe, le alza la maglietta, cerca di metterle una mano nei pantaloni, mentre lei si divincola la prende e la porta nel magazzino, dove non ci sono le telecamere. La ragazza gli tira un calcio nelle parti intime e si libera.

Da qui è partita l’inchiesta sull’uomo, titolare di due distributori di benzina a Coldrerio e Lugano. Molte donne, per lo più frontaliere, avevano lasciato il lavoro da lui dopo poco tempo. secondo quanto stanno ricostruendo gli inquirenti, le vittime dei suoi comportamenti, tra palpeggiamenti e avances, sarebbero parecchie.

L’uomo è divorziato e padre di due figli, è di origine balcanica ed è domiciliato nel Luganese. Anni fa fu condannato per aver tirato un pugno a una prostituta, che si era lamentata di un rapporto troppo violento. E addirittura in casa sua sono state trovate delle munizioni da guerra.

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