"È un’opinione personale, ma penso che l’esperienza maturata dalla RTSI di Blaser, preparò la strada al successo delle reti di Berlusconi"

di Franco Zantonelli *
Qualche tempo fa, durante una trasmissione della RSI, Enrico Mentana era ospite di Nicolò Casolini e, in quell’occasione, ricordò di quando, da bambino, a Milano, seguiva l’allora Televisione della Svizzera Italiana, E si lasciò scappare che tifava per l’Ambri Piotta. Erano i primi anni’70 e la televisione svizzera, così veniva chiamata in Italia, era molto apprezzata nella Penisola. I suoi programmi si potevano vedere fino a Palermo e molti personaggi di quella che, come oggi, aveva le fattezze di un’emittente locale, si ritrovarono ad essere popolari in un grande Paese.
Era apprezzato, in particolare, il telegiornale, allora trasmesso da Zurigo, quindi al riparo dalle pastette politiche ticinesi. Un tg con i fiocchi, con professionisti del calibro di Dario Robbiani, Renzo Balmelli e Mario Barino. Agli italiani piaceva la loro pacatezza, la loro preparazione sui fatti internazionali. Talvolta il fatto che dessero le notizie di politica o di cronaca italiana oscurate dalla Rai.
Ma, pure, le immagini a colori, che alla tv di Stato d’oltreconfine, controllata in modo ferreo dai partiti, ancora non erano arrivate. Ebbene, questa popolarità sovranazionale la RTSI (così si chiamava all’epoca) la doveva a Marco Blaser, l’ultimo suo direttore lungimirante.
Marco Blaser che se n’è andato a 91 anni, stroncato da una di quelle malattie che mortificano chi, in vita, ha dimostrato grande intelligenza e creatività. Suo fu il miracolo della piccola tv svizzero-italiana apprezzata in Italia. Blaser era uno che sapeva muoversi, entrò in contatto con Adriano Galliani, già braccio destro di Silvio Berlusconi. Galliani, che ancora di recente, in un’intervista a Ticinonews, ha ribadito la propria stima nei suoi confronti, fornì alla RTSI i mezzi tecnici per poter trasmettere in Itutta Italia. Trasmissioni che, pian piano, si interruppero quando, grazie alla Legge Mammì, le radio e le tv commerciali furono autorizzate a diffondere i loro programmi.
È un’opinione personale, ma penso che l’esperienza maturata dalla RTSI di Blaser, preparò la strada al successo delle reti di Berlusconi. Il quale, grazie a quel manager ticinese, si poté rendere conto del desiderio degli italiani di disporre di un’alternativa alla Rai. Corse, poi, voce che Berlusconi abbia chiesto a Marco Blaser di far parte della sua squadra. Invano, per nostra fortuna!
* giornalista