CORONAVIRUS
Maurer: "Abbiamo pochi posti letto. E non si può dire ad alta voce quel che si pensa"
Il Consigliere Federale: "Regolamentiamo chi può incontrare i parenti per i pranzi di Natale e non potenziamo il numero di posti letto... Pericoloso se in democrazia non si potesse dire quel che si pensa, e sta accadendo"

BERNA - Non si può dire liberamente ciò che si pensa, perché esprimendo alcuni pensieri si viene "messi in un angolo". E ci sono discriminazioni tra vaccinati e non. Sono dichiarazioni clamorose quelle di Ueli Maurer durante un'intervista con l’editore e consigliere nazionale UDC Roger Köppel apparsa sulla Weltwoche.

"Mi preoccupa che ci sono cose che non si possono più dire ad alta voce in questo Paese. Si è immediatamente messi all’angolo. Questo è successo a me come consigliere federale, ma succede anche a migliaia, decine di migliaia di persone", ha detto, ritenendo come "sarebbe molto pericoloso se, in una democrazia, non si potesse più dire ciò che si pensa, ed è ciò che sta già accadendo". Come le distinzioni tra chi si è vaccinato e chi non lo ha fatto o il suo caso quando ha messo la maglietta del gruppo anti misure.

Per Maurer sarebbe importante puntare su un potenziamento dei letti di ospedale. Trova contrastante che si cerchi di regolamentare chi può partecipare alle feste di fine anno o di Natale tra parenti e non si potenzi il numero di posti letto. 

Le sue critiche erano rivolte dunque anche ai colleghi di Governo, in particolare a Berset, che non nomina mai direttamente. 

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