LETTURE
Pestalozzi, una “biografia intima” lo riporta al presente
Esce per Armando Dadò editore la traduzione italiana del libro di Michel Soëtard: un ritratto originale, autoironico e umano del grande pedagogo svizzero

LOCARNO - In una settimana di pausa dalle aule scolastiche, vale la pena segnare in agenda una novità che parla direttamente a chi insegna, studia o semplicemente si interroga sul senso dell’educazione. È appena uscita in italiano “Pestalozzi. Un pedagogo svizzero. Biografia intima” di Michel Soëtard (192 pagine), uno dei maggiori interpreti di Johann Heinrich Pestalozzi, figura cardine della pedagogia europea.

Non è la classica biografia cronologica, né un saggio accademico “da manuale”. Soëtard sceglie una via più personale e sorprendente: mette Pestalozzi in scena come narratore di sé, con un tono che non rinuncia a una punta di autoironia. Capitoli e passaggi – con titoli che suonano quasi come confessioni (“Il mio sogno filantropico: un incubo”, “La mia nuova verità”) – accompagnano il lettore dentro un percorso fatto di slanci e inciampi, visioni e contraddizioni. Ne esce un Pestalozzi meno monumento e più uomo: ostinato, vulnerabile, spesso in lotta con i propri limiti, ma capace di tenere fermo un punto: l’educazione come possibilità concreta di emancipazione.

Lo sottolinea anche la prefazione di Michele Ferrario, che parla di luci riaccese su una figura certo non dimenticata, ma in parte finita ai margini del dibattito contemporaneo. E, tra le definizioni che meglio restituiscono il senso del volume, torna utile quella ricordata da Rachele Bianchi Porro in “Nero su Bianco” (RSI): Pestalozzi come “un uomo che, tra mille inciampi, è riuscito a pensare l’educazione come una possibilità di emancipazione, una possibilità per diventare qualcuno”. È un’idea che suona attualissima, soprattutto in un tempo in cui la scuola è spesso schiacciata tra aspettative sociali, fragilità giovanili e urgenze pratiche.

Il libro esce nella collana “I Cristalli”, con cui l’editore intende riproporre testi della letteratura svizzera mai tradotti o non più disponibili, opere che aiutano a riflettere sull’identità elvetica e sulle sue radici culturali. La traduzione dal francese è firmata da Christine Fornera Wuthier.

Quanto all’autore, Soëtard non è un nome qualsiasi: è professore, studioso di riferimento su Pestalozzi, copresidente del consiglio scientifico del Centro di documentazione e ricerca Pestalozzi di Yverdon e coordinatore della collezione Pestalozzi. Una garanzia, soprattutto per chi cerca un libro capace di unire rigore e leggibilità, senza perdere il gusto del racconto.

Per la nostra rubrica letture, è un suggerimento che calza a pennello: breve, denso, diverso dal solito. E soprattutto utile, perché rimette Pestalozzi dove dovrebbe stare: non in una teca, ma dentro le domande di oggi.

 

Il libro è disponibile per l'acquisto al link

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