CRONACA
Ruby Belge: "Ecco perché lascio la boxe"
Il pugile ticinese ha annunciato oggi il suo ritiro dal ring. È stato il più forte degli ultimi decenni. Nel 2007 il titolo mondiale

Grancia - Da oggi Ruby Belge ha appeso i guantoni al chiodo. 33 anni, 29 match da professionista, 26 dei quali vinti, il pugile ticinese ha deciso di chiudere la carriera professionistica. Vinse il titolo mondiale dei pesi welter IBC nel luglio del 2007 ad Ascona, titolo che ha difeso vittoriosamente per ben tre volte negli anni successivi.

Alla base di questa decisione , ha spiegato Ruby questa mattina in una conferenza stampa presso la sede della Pina Petroli, ci sono soprattutto ragioni fisiche: un'ernia al disco che da alcuni anni gli impedisce di combattere ai massimi livelli. "E nel pugilato - dice Belge - se non riesci a stare ai massimi livelli è inutile andare avanti da professionista. Il futuro? Vedremo. Sto valutando alcune opportunità professionali. Per intanto lavoro alla palestra Special One come personal trainer e do lezioni di boxe a Villa Sassa".

Belge si è presentato davanti alla stampa tranquillo e sicuro di sé, senza rimpianti e ripensamenti. Una carriera brillante la sua che si è svolta ai massimi livelli, fino alle due sconfitte sul ring: la prima nel novembre del 2010 quando perse il match per il titolo europeo dei welter, e la seconda ne maggio dello scorso anno con un pesante ko alla prima ripresa contro un pugile bielorusso.

Ruby, di famiglia aramaica ma nato a Lugano nel 1979, ha alle sue spalle un'adolescenza di "ragazzo di quartiere" e di militanza nella Curva Nord. Nel pugilato ha trovato un importante elemento di equilibrio e disciplina esistenziale.

È stato sicuramente il più forte pugile ticinese degli ultimi decenni, con una carriera fulminante culminata con i titolo mondiale nel 2007.

emmebi

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