CRONACA
A Lugano i taxi sono tra i più cari d'Europa. "Dobbiamo cambiare le regole per farli costare meno"
Il consigliere comunale leghista Daniele Casalini presenta una mozione dove propone di liberalizzare le concessioni per rendere più efficiente ed economico il servizio

LUGANO – Se vogliamo che i taxi siano un servizio pubblico efficiente ed economicamente sostenibile dobbiamo cambiare le regole, che a Lugano rislagono all’87. È in sostanza l’obiettivo della mozione presentata a Lugano dal consigliere comunale leghista Daniele Casalini. Una mozione firmata da esponenti di diversi altri partiti.

Casalini indica alcune soluzioni per consentire ai taxisti luganesi “una correzione delle attuali tariffe che ci portano al primo posto della classifica dei taxi più cari in Europa”.

Uno studio comparativo ventidue città europee ha calcolato il prezzo corrispondente a un viaggio-tipo avente le seguenti caratteristiche: tragitto di lunghezza pari a sette chilometri; cinque minuti di stop in coda (ad esempio per traffico intenso o semafori, ecc); un bagaglio trasportato. Nessun dubbio: i taxi di Lugano sono tra i più cari. E non solo a Lugano esiste questo problema: le tariffe di Zurigo sono state stimate pari a quattro volte quelle di Lisbona. 

“Se il servizio del trasporto pubblico è efficiente – si legge nella mozione -, i cittadini lo premiano, ma per fare questo bisogna a volte mettere mano a regolamenti vecchi e non più attuali rispetto alla richiesta dell’utenza di oggi”.

Esistono due categorie di autorizzazione comunale per poter praticare un servizio taxi, denominate A e B, che sono rilasciate in base a pubblico concorso e previo superamento di un test attitudinale, ricorda il consigliere comunale.

“L’autorizzazione di tipo A dà diritto al beneficiario a sostare su area pubblica appositamente designata, e nei punti di importanza strategica come stazioni ferroviarie, aeroporti, centro città, ecc. L’autorizzazione di tipo B al contrario, non dà diritto a sostare su area pubblica, tranne che nei posteggi non limitati nel tempo e non a pagamento*.

E aggiunge: “La Mozione in oggetto non vuole liberalizzare il settore dei taxi rendendolo una giungla senza controllo, ma vuole eliminare la differenziazione delle categorie, che si fatica a trovare in qualsiasi grande città europea e che crea unicamente contenziosi tra i taxisti stessi. La città di Lugano deve intraprendere uno studio che identifichi il reale fabbisogno di questo mezzo di trasporto e fissare un numero massimo di licenze in base alla richiesta, senza più nessun tipo di differenziazione di categoria”. 

Come in tutte le attività, perché funzionino bene, devono avere come punto cardine la copertura delle spese fisse. “Tale introito – suggerisce Casalini - potrebbe derivare dalla pubblicità da poter inserire sui veicoli, sul modello dei bus, e sotto il controllo di una ditta del settore. L’introito andrebbe a beneficio della categoria e suddiviso per tutti i detentori del permesso in egual misura. Il comitato della categoria potrebbe gestire i proventi a riduzione della tassa comunale sulle zone di sosta e il comune a sua volta, per andare in contro alla categoria, ridurrebbe l’attuale tassa”.

Infine, “consentire ai taxi di poter usufruire delle corsie di favore nel grado di seconda priorità, quindi senza nessun intralcio ai bus, sarebbe, a mio avviso, un’ottima soluzione per velocizzare il percorso e diminuire il costo della corsa, come già fatto sulla corsia del lungolago”. 

 

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