CRONACA
Sochi, sci: la discesa fa contenti gli uomini, ma non le donne. Lara Gut: “È troppo piatta”
Ieri si sono svolte le prime prove di discesa libera maschile e femminile. Ottimo secondo tempo per Patrick Küng su una pista che piace. Lara Gut ha fatto segnare l’ottavo posto, polemiche sulla pista femminile

SOCHI – La cerimonia di apertura dei giochi olimpici si terrà solo in serata, ma in diverse discipline sono già cominciate prove e qualifiche. Nello sci ieri è stata l’occasione per provare le due discese libere maschili e femminili, disegnate in parallelo ma decisamente differenti, con luci (uomini) e ombre (donne). 

Si inizia da una brutta caduta in prova della sciatrice italiana Daniela Merighetti, scesa con il numero 3, che è stata letteralmente sbalzata in aria dall’ultimo salto, fortunatamente senza gravi conseguenze. Prove interrotte e salto smussato per ragioni di sicurezza. Dopo un’ora e mezza le atlete hanno ripreso il via e il miglior tempo è stato fatto segnare dall’austriaca Anna Fenninger, che ha preceduto l’elvetica Fränzi Aufdenblatten (+ 0”21 con una porta saltata) e l’americana Julia Mancuso (+0”38).
 
Lara Gut si è piazzata invece “solo” all’ottavo posto e dopo la gara, come diverse sue avversarie, ha criticato la pista, decisamente non nelle sue corde visti gli ampi tratti di scorrimento, dove la ticinese non ha mai brillato: “È troppo piatta, sembra di essere a Lake Louise. A dirla tutta, avrei preferito scendere su quella riservata agli uomini. Ma così è, restano quattro allenamenti prima della gara di mercoledì, per cui non c’è motivo di stressarmi troppo e panicare. Devo riuscire a mettere assieme tutte le tessere del puzzle e presentarmi il giorno giusto al top della condizione”. Buona prestazione anche per le rossocrociate Fabienne Suter (11.) e Dominique Gisin (16.). Più indietro invece Kaufmann-Abderhalden (26.), Jinglin-Kamer (33.) e Feierabend (41.).
 
Situazione opposta in campo maschile, dove la pista raccoglie i favori pressoché unanimi degli sciatori. Lo svizzero Patrick Küng, nonostante una porta saltata, ha tagliato il traguardo infilando il secondo tempo (+0”03) alle spalle dell’americano Bode Miller e davanti all’austriaco Mathias Mayer (+0”17) e si è detto contento del tracciato: “Nonostante la porta saltata, mi sono trovato molto bene. In alto ho spinto a fondo, poi in basso mi sono limitato a controllare per preservare le forze in vista dei prossimi giorni. È una pista che fa selezione e ciò mi piace”. Un apprezzamento manifestato anche dal leader della generale di coppa del mondo, il norvegese Aksel Lund Svindal: “Si possono trovare tutti gli elementi che concorrono allo charme della libera: curve difficili, grandi salti, alta velocità”. 

Meno fortuna invece, o forse strategia calcolata, per gli altri rossocrociati al via: un ottimo Mauro Caviezel ha conquistato il secondo miglior tempo elvetico classificandosi al 6. posto, mentre più indietro si sono piazzati Carlo Janka (12.), Didier Défago (26.), Sandro Viletta (33.) e Beat Feuz (50.).  

red

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