Il giornalista del Sole 24Ore risulta essere consulente in entrambe i musei, nonché al polo fieristico Lingotto Fiere, suscitando polemiche e reazioni a Lugano come a Torino per le somme elargite per l’approntare i piani di comunicazione a lui affidati

LUGANO – Nuove affinità emergono nella relazione tra il Museo delle Culture di Lugano e il Mao, il Museo d’arte orientale di Torino: galeotto, si potrebbe dire, fu insomma Antonio Scudieri. Come si legge oggi sul Mattino della Domenica infatti, il giornalista del Sole 24Ore, con le sue società, qui come a Torino, ha ricevuto mandati per piani di comunicazione nei due musei. E scatenando per questo, in entrambe le città, polemiche e contestazioni.
Settimana scorsa (vedi articolo allegato), il Mattino della Domenica denunciò l’approvazione da parte del Municipio di Lugano di un mandato da 50mila franchi annui per un “piano di comunicazione” atto a risollevare le sorti del Museo delle Culture. E oltre alla cifra, al centro delle polemiche finì il destinatario di tale mandato: la società a garanzia limitata Capitale cultura International. “Una sagl costituita un paio di settimane prima di ricevere il mandato dalla città con sede a Massagno, ma che di svizzero non ha proprio nulla, poiché fa capo alla Cultura S.A.S di VERONA di tale Antonio Scuderi, che ne ha liberato l’intero capitale azionario”, ricorda oggi il Mattino della Domenica.
Negli scorsi giorni poi, il direttore del Museo delle Culture Francesco Paolo Campione ha annunciato di aver siglato un accordo con il Museo delle Arti Orientali di Torino. Accordo che, stando a quanto detto dal direttore del museo di Villa Heleneum, sarà in grado di portare nuova linfa alle disastrate casse del museo luganese. La veridicità di questa affermazione pare però dubbia e i motivi sono stati illustrati in un articolo pubblicato negli scorsi giorni da Liberatv (vedi allegato), perché ad accomunare i due musei, oltre ai contenuti, ci pensano anche la ‘cronica’ carenza di visitatori e di introiti.
E bene, come riporta oggi il Mattino della Domenica, emerge ora un altro fattore comune: Antonio Scudieri, “quello che si è appena portato a casa il succulento mandato, pagato con i soldi del contribuente luganese, per la comunicazione del museo delle carabattole (leggi Museo delle Culture), figura come consulente anche al MAO! Infatti da Torino il buon Scuderi, che sarebbe un giornalista, avrebbe ottenuto un mandato di 60mila euro all’anno per non meglio identificate consulenze, e questo malgrado costui avrebbe anche un altro contratto per le medesime mansioni presso il Lingotto Fiere, per 75mila euro all’anno!”, scrive il domenicale.
Informazioni che, spiega il Mattino, sono state ricavate da un’interpellanza presentata lo scorso anno da due consiglieri comunali al municipio di Torino, che, lamentando un’esplosione dei costi della Fondazione per la Cultura, chiedevano alla Giunta cittadina se non ritenesse “inopportuno in questo momento contrattualizzare per tale importo - 60mila euro annui, quando un dirigente cittadino ne riceve 70mila - una persona (Scuderi, appunto) che non presta la propria esclusiva opera professionale per la città”.
Insomma, i mandati ricevuti da Scudieri e le sue società sono al centro delle polemiche qui come a Torino. E in chiusura, il Mattino della Domenica si domanda, dato il loro proliferare, “quando pensa lo Scuderi di svolgere l’incarico ricevuto e pagato da Lugano, visto il cumulo di mandati di consulenza?? O magari si pensava di subappaltarlo?”. E rivolge poi un’ultima stoccata al direttore del Museo delle Culture: “Come se non bastasse, il buon Campione va pure in giro a raccontare che il Municipio avrebbe danneggiato il suo museo non permettendogli di occupare la Villa Ciani con delle mostre di carabattole!”
E allora, incalza il domenicale, “Giù le mani da Villa Ciani! Col fischio che permetteremo che villa Ciani venga colonizzata dalle carabattole! Verstanden? Anzi, visto che con Torino collabora così bene, e visto che a suo dire nella capitale sabauda nuoterebbero nell’oro al punto da potersi permettere di mandare soldi a Lugano, perché il buon Campione non si fa assumere anche lui dal MAO?”