CRONACA
Centro asilanti all'ex Caserma di Losone. Il TF boccia il ricorso di Ghiringhelli. Lui: "Chiederò al Municipio di bloccare i lavori"
"Si tratta di stabilire se gli interventi edilizi previsti siano o meno “rilevanti” . Ma dato che su questi interventi e sul loro costo poco o nulla si sa..."

LOSONE - Giorgio Ghiringhelli non demorde. Il Tribunale federale boccia il suo ricorso contro il centro asilanti all'ex Caserma di Losone, ma lui dice: mi rivolgerò al Municipio chiedendo di bloccare i lavori. Ecco il suo comunicato odierno.

"Con sentenza del 7 agosto 2014 il Tribunale federale (TF) ha respinto il ricorso presentato dal sottoscritto, anche in rappresentanza di altri cittadini, contro una precedente sentenza del 28 gennaio 2014 del Tribunale amministrativo federale (TAF), che aveva giudicato “irricevibile” un ricorso contro la decisione della Confederazione di istallare provvisoriamente per tre anni un centro asilanti nell’ex-caserma di Losone.  

Lo scopo del ricorso di seconda istanza al TF era quello di fare chiarezza sull’applicazione dell’articolo 26 a della Legge sull’asilo (LAsi) , ossia l’articolo approvato in votazione popolare nel giugno del 2013 e che, a certe condizioni (ossia “se il cambiamento di destinazione non richiede procedimenti edilizi rilevanti e non avviene nessuna modifica essenziale in relazione all’occupazione dell’infrastruttura o dell’edificio”) , consente alla Confederazione di inserire un centro asilanti in un’infrastruttura di proprietà della Confederazione  per al massimo tre anni senza dover avviare alcuna procedura di autorizzazione cantonale o comunale, e dunque senza emettere una decisione formale ma semplicemente limitandosi a consultare il Cantone e il Comune e ad annunciare il cambiamento di destinazione “al più tardi 60 giorni prima della messa in esercizio dell’alloggio”. 

Il TAF aveva dichiarato “irricevibile” il ricorso con  la motivazione che da parte della Confederazione non v’era stata alcuna decisione formale – e dunque impugnabile con un ricorso -  sull’avvio dei lavori ma solo una semplice comunicazione; e a titolo abbondanziale il TAF aveva comunque aggiunto che un’utilizzazione provvisoria di infrastrutture ed edifici fatta in base all’art. 26 LAsi  non necessitava di alcuna decisione formale. In pratica dunque in qualsiasi momento della procedura non era data alcuna possibilità di ricorso, sempre che ovviamente fossero adempiute le condizioni poste dall’articolo di legge in questione. 

Già, ma se non è mai data una possibilità di ricorso, che possibilità hanno le autorità cantonali e comunali ed i cittadini di verificare che le condizioni poste dalla legge siano adempiute, e cioè che gli interventi edilizi non siano “rilevanti”? Il ricorso in seconda istanza al TF mirava proprio a fare chiarezza su questo aspetto. E le aspettative non sono andate deluse. Difatti i giudici di Losanna hanno sì confermato in toto l’interpretazione della legge fatta dai loro colleghi di San Gallo, respingendo il ricorso, ma hanno pure completato le loro osservazioni con un’importante aggiunta. 

In particolare nella sentenza si ricorda – come già aveva fatto il TAF - che per gli edifici utilizzati per alloggiare in maniera duratura i richiedenti l’asilo le autorità competenti a rilasciare un permesso di costruzione sono quelle cantonali, ma si sottolinea pure che “alle stesse autorità cantonali occorre di principio rivolgersi anche quando si ritenga che i requisiti per applicare l’art. 26 a LAsi non siano adempiuti e che le modifiche previste debbano essere oggetto di una procedura ordinaria” . Quindi la richiesta di un’autorizzazione cantonale o comunale per alloggi provvisori è esclusa solo davanti a provvedimenti edilizi che non siano rilevanti, ma non negli altri casi “che continuano ad essere sottoposti alle autorità amministrative e giudiziarie competenti”.

Dunque si tratta di stabilire se gli interventi edilizi previsti all’ex-caserma siano o meno “rilevanti” . Dato che su questi interventi e sul loro costo poco o nulla si sa e dato che i lavori sono già stati avviati illegalmente un mesetto fa, senza attendere l’esito del ricorso al TF, nei prossimi giorni mi rivolgerò dunque al Municipio di Losone chiedendo di avviare una procedura edilizia che consenta di effettuare le necessarie verifiche e, nel frattempo,  di bloccare i lavori avviati senza permesso. Così la “patata bollente” passerà alle autorità comunali ( e poi , se del caso, cantonali)". 

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