CRONACA
Ma sono banditi o rivoluzionari (o tutti e due)? Una rapina alla zecca di Stato spagnola (cantando Bella Ciao) si trasforma (anche) in un colpo politico. La casa di carta: una serie tv da non lasciarsi sfuggire
“La casa de papel”, titolo originale dell’opera, innesta sui meccanismi narrativi classici del filone storico “grande rapina”, una serie di elementi politici strettamente legati alle cronache di questi anni: dalla ricerca del consenso allo stampare moneta
CRONACA

Babylon Berlin: questa serie è un capolavoro! Un affresco portentoso della Berlino degli anni 20 tra perversioni e tumulti sociali (con il trucco del poliziesco). Siamo entrati in una nuova era del cinema europeo, evviva!

08 GENNAIO 2018
CRONACA

Babylon Berlin: questa serie è un capolavoro! Un affresco portentoso della Berlino degli anni 20 tra perversioni e tumulti sociali (con il trucco del poliziesco). Siamo entrati in una nuova era del cinema europeo, evviva!

08 GENNAIO 2018
“La casa di carta” è senza dubbio una delle serie tv più intriganti, e intelligenti, del momento. Da non perdersela, assolutamente.

 

Si tratta di una produzione spagnola, già trasmessa integralmente in terra iberica. Netflix, invece, ha reso fruibili circa la metà delle puntate, dopo un sapiente e furbastro taglia e cuci, che ha permesso alla piattaforma di ricavarne una “seconda stagione" (sarà online dal 9 aprile).

 

La trama si riassume in una frase: siamo a Madrid e una banda di ladri tenta di rapinare la zecca di Stato. Il colpo perfetto, studiato nei minimi dettagli - comprese le mosse da indurre e anticipare da parte della polizia, come negli scacchi - e preparato dopo una lunga clausura in una villa di campagna. A capo dell’operazione c’è il Professore, l’ideologo del piano, che recluta e addestra i suoi ragazzi.

 

Niente di nuovo fin qui, vero? Vero. Potrebbe essere semplicemente una rivisitazione europea della trilogia di Ocean’s (11,12 e 13…. ed è in arrivo uno spin off). Invece “La casa de papel”, titolo originale dell’opera, innesta sui meccanismi narrativi classici del filone storico “grande rapina”, una serie di elementi politici strettamente legati alle cronache di questi anni.

 

Innanzitutto c’è il discorso sul consenso politico e sulla sua ricerca. Senza spargimenti di sangue - spiega il Professore ai suoi - il popolo ci sosterrà, perché quei soldi non li stiamo rubando a nessuno, trattandosi della zecca.

 

Il colpo si basa infatti sull’idea di stampare moneta, ed è un ulteriore elemento di narrazione provocatoria nell’epoca della crisi del debito e della speculazione finanziaria. Un adagio anti-crisi - stampare moneta - che ci accompagna fin dal lontano 2008.

 

Vi è poi un riferimento diretto all’occupazione di Puerta del Sol a Madrid nel 2011, quando migliaia e migliaia di giovani protestarono, accampandosi nella piazza, contro gli effetti della crisi economia e delle politiche di austerità.

 

In quelle ore, chiede il leader ai componenti della sua banda, chi avrebbe scommesso che quei giovani sarebbero rimasti lì per giorni senza essere sgomberati dalla polizia? Nessuno. Ma lo Stato non intervenne, proprio perché tutta la Spagna era dalla parte di quei ragazzi. E così sarà per noi.

 

Insomma l’indignazione sociale contro un simbolo dell’establishment, la zecca di Stato, per costruire consenso sulla rapina. Quasi rivoluzionari, più che banditi. Tanto è vero che l’inno del gruppo è “Bella ciao”, cantato in un paio di puntate (brillante, peraltro, tutta la colonna sonora).

 

Ora, non volendo fare spoiler, ci fermiamo qui. Oltre al fatto che non abbiamo ancora visto come andrà a finire la vicenda (la seconda parte dal 9 aprile, si diceva.) Un’ultima annotazione, però, è obbligatoria. Più ancora degli attori - tanto bravi quanto sconosciuti al grande pubblico alle nostre latitudini - è entusiasmante la caratterizzazione dei personaggi. Storie nelle storia che ci restituiscono, nel complesso, uno spaccato raffinato della società europea moderna. Con la sua precarietà e le sue irrisolvibili contraddizioni.


AELLE

Resta connesso con Liberatv.ch: ora siamo anche su Whatsapp! Clicca qui e ricorda di attivare le notifiche 🔔
In Vetrina

BANCASTATO

BancaStato mantiene la rotta: utile stabile a 47,6 milioni

27 AGOSTO 2026
LETTURE

Neutralità svizzera, un libro per capire come siamo arrivati fin qui

27 AGOSTO 2026
SINDACATO E SOCIETÀ

Matteo Bellini: "Jack Frusciante non è uscito dal sindacato (perché iscriversi a OCST)"

23 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Dieci voci dal mondo per aprire la stagione musicale del LAC

20 AGOSTO 2026
BANCASTATO

BancaStato, la pianificazione patrimoniale come bussola per le scelte di vita

18 AGOSTO 2026
EVENTI, CULTURA, TERRITORIO

Il Pardo ruggisce in rumeno. Ecco tutti i film premiati. Giona Nazzaro: “Un palmarès vitale"

15 AGOSTO 2026
LiberaTV+

CRONACA

La donna annegata a Melide aveva denunciato un’aggressione una decina di giorni fa

19 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Piergiuseppe Vescovi: "Torniamo ad essere la Lega!"

16 AGOSTO 2026
SECONDO ME

Niccolò Salvioni sul caso Zali: "Tre verifiche, tre organi, tre rimedi"

20 AGOSTO 2026