CRONACA
Vanno a messa in minigonna e Don Alberto Zanier si infuria: "Ragazze scosciate come prosciutti di San Daniele. Grave mancanza di rispetto"
Il vicario a Resia sul bollettino parrocchiale: "Dov'è la dignità femminile, la purezza, il candore e la bellezza di una donna? È colpa delle mamme..."

UDINE – "A San Daniele c'è crisi. Le famose cosce di prosciutto soffrono il mercato. Ma a Resia un altro tipo di cosce non conosce ombra di crisi". È questo il duro e amaro commento che il prete di Resia, Don Alberto Zanier, ha affidato all'ultimo numero del bollettino parrocchiale. "Pochi giorni fa – continua lo scritto del sacerdote – potevamo assistere a una bella carrellata di cosce ben in vista. Ma, ahimè, non di prosciutto Dop. Ma di suadenti e sinuose gambe femminili, che facevano la loro comparsa al di sotto di mini (troppo mini) gonne di baldanzose adolescenti nel pieno della loro esuberanza".

Nel suo articolo di condanna, Don Alberto Zanier ammette di essersi "lasciato prendere un po' dallo stile che avrebbe avuto Don Carlo nell'affrontare la questione. Venendo a noi, è una grave mancanza di rispetto, sotto tre aspetti".

Ed elenca: "Le giovani che si sono presentate a messa in minigonna hanno mancato di rispetto al loro corpo, agli altri ma anche nei miei confronti. Viviamo in una società così ipocrita che se da un lato condanna il femminicidio, dall'altro esalta la donna come merce di uso e consumo. E la dignità femminile dov'è? E la purezza, il candore, la bellezza di una donna, di una madre, di una sposa dove sono?".

"Certe scene da film hard – attacco ancora Zanier – sono lesive della dignità della donna stessa che, da un lato denuncia le molestie e dall'altro non si accorge di diventare merce essa stessa. Pio XII diceva che il vestito è importante per abbellire il corpo. Io aggiungo che serve anche per tutelare la sfera intima della sessualità. Mostrare carne al vento a più non posso è una gravissima forma di maleducazione verso chi mi sta vicino perché potrei urtare la sua sensibilità o addirittura provocare la sua sessualità".

Ma lo sfogo del vicario di Resia non finisce qui. "Presentarsi davanti al prete vestiti in un certo modo è un insulto e una provocazione fatta al sacerdote. O non ci ricordiamo che siamo davanti a un ministro di Dio chiamato, oltre che a vivere il celibato, ad annunciare e insegnare la morale cattolica anche in campo sessuale? E cosa ancora più grave non c'è rispetto per Dio".

"La chiesa – conclude – non è una balera per un boudoir. E in tutto questo di chi è la colpa? Delle ragazze? Ma anche no. Delle mamme! Care mamma, quando le vostre figlie escono di casa vedete come vanno in giro. E come vanno vestite a messa?". 

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