Per la vicedirettrice Veronica Magnete, l’ospitalità sostenibile si costruisce ogni giorno attraverso continuità, radicamento territoriale, responsabilità sociale e valorizzazione dell’identità ticinese

di Irene Bazzi
Quando si parla di sostenibilità nel mondo dell’ospitalità, il pensiero corre spesso all’impatto ambientale. All’Hotel Belvedere Locarno, invece, la sostenibilità diventa un modo concreto di vivere l’ospitalità e di rafforzare il legame con Locarno e con il territorio. Questo significa restare aperti tutto l’anno, contribuendo alla destagionalizzazione del turismo, investire nella formazione dei collaboratori e degli apprendisti, collaborare con produttori e artigiani locali e sostenere iniziative sociali e benefiche.
In questo percorso rientra anche l’adesione al programma svizzero di sostenibilità del turismo Swisstainable Level II – Engaged promosso da Svizzera Turismo, e le certificazioni OK:GO per il turismo inclusivo e ACT per la riduzione delle emissioni di CO₂.
A completare questo approccio vi è anche una forte valorizzazione della “ticinesità”, che si esprime nella cucina, nella carta dei vini e nelle collaborazioni con produttori locali.
Abbiamo approfondito il tema con Veronica Magnete, vicedirettrice dell'Hotel Belvedere Locarno.
Quando parlate di sostenibilità “a 360 gradi”, che cosa intendete davvero?
Per noi sostenibilità non è una moda, ma un modo concreto di lavorare. Significa certamente attenzione all’ambiente, ma anche responsabilità verso il territorio, continuità nei rapporti con i partner locali, sostegno alla comunità e capacità di generare valore condiviso. In un albergo come il nostro la sostenibilità si muove su più livelli: riguarda l’organizzazione, l’esperienza dell’ospite, le collaborazioni con fornitori e artigiani locali e l’impegno in ambito sociale.
Accanto a queste dimensioni più visibili, ci sono anche investimenti strutturali meno percepibili dagli ospiti ma fondamentali per ridurre il nostro impatto ambientale. Negli ultimi anni abbiamo infatti investito in nuovi impianti energetici, tra cui sistemi fotovoltaici e geotermici per il centro benessere OASI BELVEDERE, oltre al rinnovo delle centrali termiche e all’introduzione di moderne termopompe per ottimizzare i consumi e ridurre le emissioni.
Negli ultimi anni abbiamo cercato di rendere questa visione sempre più strutturata, trasformandola in una linea guida concreta per le nostre attività quotidiane.
Uno degli aspetti che vi caratterizza da sempre è l’apertura annuale. Anche questa è una scelta di sostenibilità?
Assolutamente sì. Essere aperti tutto l’anno significa garantire continuità: non soltanto agli ospiti, ma anche ai collaboratori, ai partner, ai fornitori e, più in generale, al tessuto di relazioni che ruota attorno all’Hotel. Vuol dire esserci sempre, accompagnare la destinazione in ogni stagione e contribuire a una presenza viva e costante, non limitata ai periodi di maggiore affluenza.
Per noi questa continuità è parte integrante del nostro modo di intendere l’ospitalità. Abbiamo sempre creduto in una presenza capace di dare stabilità, di accompagnare il territorio lungo tutto l’arco dell’anno e di sostenere una visione della destinazione non legata soltanto ai picchi stagionali. Questa impostazione, fondata sulla destagionalizzazione, si sposa pienamente con la filosofia Ticino 365, promossa da TicinoTurismo.
Quanto conta, in questa visione, il rapporto con il territorio ticinese?
Conta moltissimo. Per noi sostenibilità significa anche radicamento. Collaborare con realtà locali e valorizzare produttori, cantine, artigiani e artisti significa costruire un’ospitalità che non sia astratta, ma profondamente legata al luogo in cui nasce. Oggi l’ospite cerca autenticità, esperienze che sappiano raccontare davvero il territorio, e noi vogliamo che il Belvedere possa essere anche questo: una porta d’accesso a un Ticino fatto di qualità, identità e relazioni.
Questo si traduce in molti aspetti: nella cucina, negli eventi, nelle collaborazioni con produttori e artigiani locali, ma anche nella cura degli spazi e dell’atmosfera. L’hotel ospita infatti numerose opere di artisti ticinesi e svizzeri, che contribuiscono a dare identità agli ambienti e a raccontare il territorio attraverso l’arte. È inoltre sede della collezione più completa delle locandine del Locarno Film Festival, di cui il Belvedere è Partner Hotel.
La stessa attenzione alla qualità e alla sostenibilità si ritrova anche nell’area wellness, dove accanto a cosmetici tradizionali di alta qualità abbiamo scelto di introdurre anche prodotti naturali e vegani di origine svizzera.
Anche il sostegno alla comunità e alle iniziative benefiche rientra in questa idea di sostenibilità?
Sì, in modo molto naturale. Pensiamo che un hotel debba anche saper restituire qualcosa al contesto in cui opera. Per questo guardiamo con attenzione alle iniziative che hanno una dimensione comunitaria, sociale o solidale. Ospitare o sostenere eventi legati alla beneficenza, mettere a disposizione spazi, competenze o servizi, significa trasformare la struttura anche in un luogo di incontro, partecipazione e sensibilità condivisa.
In questa prospettiva si inseriscono appuntamenti come il Galà delle Stelle del Club Zonta del 2024, la Cena Charity con lo Chef stellato a favore dell’Associazione Triangolo, organizzata dal Lions Club Locarno nel 2025, i contributi con servizi in natura a sostegno di realtà come CIEL Kenya, il supporto a manifestazioni come la Partita del Cuore e, prossimamente, la cena di beneficenza a favore dell’associazione Ellie & Mia di Someo, che si terrà al Belvedere il prossimo 13 marzo.
Sono iniziative diverse tra loro, ma accomunate dalla stessa idea: mettere l’ospitalità al servizio di qualcosa che va oltre l’hotel, rafforzando il legame con la comunità e traducendo l’accoglienza in una forma concreta di responsabilità.
La ristorazione è un altro capitolo importante. In che modo si collega al vostro approccio sostenibile?
La ristorazione è centrale, perché racconta in modo immediato la nostra idea di accoglienza. Oggi qualità significa tecnica, cura e servizio, ma anche attenzione alla stagionalità, sensibilità verso esigenze diverse e valorizzazione di ciò che il territorio può offrire. Nel nostro ristorante questa visione prende forma in una cucina che unisce eleganza, piacere e una sensibilità mediterranea, mantenendo un legame con i prodotti e le tradizioni del territorio.
In questo senso, il fatto di far parte da quest’anno delle iniziative Ticino a Tavola e Fatto in Casa di Gastroticino rappresenta un passaggio significativo. Per noi significa rendere ancora più esplicita una filosofia che ci appartiene da tempo: proporre una cucina autentica, attenta alla qualità delle materie prime e basata su preparazioni realizzate in gran parte nella nostra cucina. La nostra proposta gastronomica si ispira alla cucina mediterranea, ma dialoga anche con alcuni prodotti simbolo del territorio, come la farina bona della Valle Onsernone, la polenta dei Terreni alla Maggia di Ascona, i formaggi delle nostre Alpi o il sorbetto all’uva americana del nostro grotto estivo.
E anche il vino, in questo senso, non è solo un complemento…
Esatto. Anche il vino fa parte di questo racconto. La selezione delle etichette, l’attenzione ai vini ticinesi e svizzeri, il lavoro sugli abbinamenti: tutto questo rientra in una visione dell’ospitalità in cui ogni dettaglio deve avere coerenza.
La carta vini è quindi una naturale prosecuzione della stessa filosofia che guida la cucina e, più in generale, il nostro modo di accogliere. Non è un elemento accessorio, ma una parte importante della proposta gastronomica, perché accompagna i piatti, valorizza il lavoro di selezione e contribuisce a costruire un’esperienza completa. È anche un primo accenno a un tema che merita un approfondimento dedicato, perché dietro la carta vini c’è un lavoro preciso di ricerca, sensibilità e costruzione dell’esperienza, che approfondiremo nel prossimo articolo insieme al nostro maître.
Qual è, dunque, il messaggio che volete trasmettere a chi sceglie il Belvedere?
La sostenibilità, per noi, non è una dichiarazione da esibire, ma una pratica quotidiana. È il modo in cui coniughiamo qualità dell’ospitalità, attenzione alle persone, valorizzazione del territorio e responsabilità verso la comunità.
È una cultura aziendale che guida le nostre scelte ogni giorno e che vuole rendere l’esperienza al Belvedere, che sia un soggiorno o una visita di passaggio, un’esperienza autentica, sincera e profondamente legata al Ticino.
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