POLITICA E POTERE
"Non spalanchiamo le porte ai brogli: no al voto per corrispondenza"
Parte oggi la raccolta firme nelle piazze contro la decisione del Gran Consiglio. Intervista al promotore del referendum Franco Celio: "Con il voto per posta potrebbero trovare spazio fenomeni come la compravendita di voti"

Anche se la raccolta firme è già cominciata, oggi per la prima volta metteranno le bancarelle nei centri del Cantone per tentare di raccogliere buona parte delle 7'000 firme che servono per far riuscire un referendum. Parliamo del gruppo interpartitico che si batte contro il voto generalizzato per corrispondenza deciso dal Gran Consiglio nelle scorse settimane. A guidare gli oppositori il deputato PLR Franco Celio. Perché vi battete contro questo cambiamento? 
"Secondo noi il voto per corrispondenza per le elezioni cantonali e comunali non fornisce garanzie sufficienti contro i brogli. Anzi, si spalancano le porte alle furberie.  Con il voto per corrispondenza potrebbero trovare spazio fenomeni come la compravendita di voti o l'intercettare gratuita di schede di gente che non è interessata a votare".

Il voto per corrispondenza è però un'opzione diffusa in tutta la Svizzera. Perché in Ticino dovrebbe causare problemi tanto gravi?
"Sarà anche diffusa in tutta la Svizzera ma nel resto dell'Europa e del Mondo non è conosciuta. Negli altri Paesi bisogna recarsi al seggio per votare. Non c'è dubbio che votare per corrispondenza è più comodo. Ma credo sia un errore in una democrazia anteporre la comodità alla libertà. Anche perché non si ha nessun tornaconto democratico: i dati sulla partecipazione, sia per le elezioni che per le votazioni, non dimostrano un incremento della partecipazione". 

Per le elezioni federali, però, anche in Ticino è possibile votare per corrispondenza. E le elezioni non sono state truccate. Non è dunque corretto fare un atto di fiducia nei cittadini anche per le Cantonali e le Comunali?   
"C'è una differenza basilare. Le Federali coinvolgono pochi candidati per pochi posti, rispetto alle Cantonali e alle Comunali. Gli appetiti e gli interessi sono dunque di gran lunga minori, come dimostra anche la partecipazione a questa consultazione da parte dei ticinesi.  Ma mi lasci dire due parole sulla teoria della fiducia. "Se chiudi la porta quando esci la mattina, non è per mancanza di fiducia nelle persone che vivono accanto a te. Ma perché hai la preoccupazione che ce ne possa essere soltanto uno malintenzionato, magari di passaggio. Ecco, ne basta uno per commettere un furto. Qui è la stessa cosa."

Insomma, Celio, lei teme un gran ritorno dei galoppini.
"I galoppini storici sono un po' in calo anche se non sono scomparsi del tutto. Ma più che galoppini, ripeto, temo che qualcuno possa, tramite denaro o per favore, mettere le mani su un numero di schede, potenzialmente ampio, in grado di falsare il risultato elettorale".

Però, se questa esigenza è stata riproposta a livelli regolari in Gran Consiglio, finché questa volta è passata, ci sarà un motivo, no?
"È più un esigenza del mondo politico che dei cittadini. Non è infatti mai stata fatta un'iniziativa popolare su questo tema. in ogni caso, grazie al referendum, chiederemo ai ticinesi se sono d'accordo. Su un tema del genere è giusto che decida il popolo. Ed è ovvio che ci inchineremo quale che sarà la decisione".

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