POLITICA E POTERE
Frontalieri e padroncini: in sessanta dal Ticino in marcia su Berna
Dopo l’arrivo nella capitale, i manifestanti si dirigeranno verso Piazza federale per consegnare ai nostri consiglieri le ‘letterine di Natale’ dei ticinesi “e un memorandum con i punti che stanno a cuore al nostro Cantone”, spiega Casalini

TICINO/BERNA – L’11.12.’13, la “data storica” è arrivata. E questa mattina un gruppo di ticinesi, capitanati da Daniele Casalini e Tiziano Galeazzi, in veste di cittadini, è partito alla volta di Berna “per portare la voce preoccupata dei ticinesi nella Capitale. E' ora che la politica federale capisca il disagio nel nostro Cantone e nei Cantoni di frontiera”, come si legge nella pagina da cui è nata la manifestazione.

E stamattina, appunto, la partenza. “Al momento in treno siamo una sessantina, ma ci sono persone che sono partite prima e altre che hanno deciso di venire su in macchina. Al ritrovo in stazione saremo almeno una novantina e poi si aggiungeranno anche altri ticinesi che vivono già in zona”, racconta dal treno Casalini.

“L’arrivo è previsto per mezzogiorno, ci invieremo poi tutti assieme verso la Piazza federale e saremo lì per le 13, quando comincia la pausa della sessione alle camere e cominceranno a uscire i consiglieri. Abbiamo già sentito Lorenzo Quadri, Roberta Pantani e Pierre Rusconi e saranno presenti e forse anche Ignazio Cassis”.

L’evento, rigorosamente apartitico, come hanno sottolineato più volte i due promotori, è partito da Facebook al titolo di “Andiamo tutti a Berna ai mercatini di Natale… visitiamo i nostri deputati e consegniamo loro le nostre ‘lettere’ di Natale”. E alle 13 avverrà la consegna delle letterine: “Abbiamo raccolto una busta con quello che hanno da dire i ticinesi e assieme consegneremo anche un memorandum con i quattro punti che stanno a cuore al nostro cantone. A cominciare dall’IVA, ieri è arrivato un primo segnale positivo con l’approvazione della mozione di Cassis, ma bisognerà vedere come e in che tempi sarà applicata. Rimarchiamo poi la questione dei controlli più serrati sui padroncini, con verifiche più puntuali ed efficaci sui permessi; l’impiego del personale indigeno; la tripartita cantonale e un aumento di personale e mezzi, anche finanziari, che permetta di aumentare i controlli”.

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