POLITICA E POTERE
In Francia si sono rotti le scatole di Nekkaz (presto succederà anche in Ticino?). In arrivo una legge per impedire a terzi di pagare le multe per le donne che infrangono il divieto di indossare il burqa. E l'imprenditore attacca il ministro degli interni
"Chi paga queste contravvenzioni incita a violare la legge" sostiene il responsabile della sicurezza francese Bernard Cazeneuve. E Nekkaz gli risponde: "Non accetto che un ministro mi vieti di difendere la libertà di queste donne pacifiche"
© Keystone / Ti-Press / Pablo Gianinazzi


PARIGI - In Francia si sono rotti le scatole di Rachid Nekkaz e del suo sostegno finanziario alle donne che vengono multate per aver infranto il divieto di indossare il burqa. 

 

Per questo il ministro degli interni Bernard Cazeneuve intende presentare una legge che vieti a persone terze di pagare le contravvenzioni comminate alle donne che infrangono la legge.

 

"Chi paga queste multe incita a violare la legge" sostiene il ministro francese. Parole che abbiamo sentito spesso anche in Ticino. Ad esempio quando Nekkaz, lo scorso primo luglio, si è presentato in Piazza Grande a Locarno per pagare la prima multa comminata nel nostro Cantone, che si è dotato di una legge simile a quella francese.  

 

"Il ministro degli Interni Cazeneuve – ha dichiarato l'imprenditore alla RSI - non ha un minimo di coraggio politico: preferisce punire donne musulmane e francesi pacifiche che portano il niqab o il burkini piuttosto che togliere la nazionalità ai barbari terroristi che uccidono centinaia di persone in Francia".

 

"Sono un militante universale dei diritti dell’uomo – ha aggiunto Nekkaz - non accetto che un ministro francese o europeo mi vieti di difendere la libertà di queste donne pacifiche."

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