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Politica e Potere
20.01.2017 - 11:050
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:41

Chi sta bene ha detto "no", chi sta male ha detto "sì". Presentata la radiografia del voto sulle iniziative "Prima i nostri" e "Basta dumping". Ecco come hanno votato gli elettori dei principali partiti

Lo studio, realizzato dall’Osservatorio della vita politica regionale (Ovpr) dell’Università di Losanna, si basa su un’indagine realizzata tramite un questionario postale presso 1141 cittadini e avvenuta dopo lo scrutinio

BELLINZONA - Il rapporto di analisi, curato dall’Osservatorio della vita politica regionale (Ovpr) dell’Università di Losanna, fornisce un’analisi del voto in occasione dei quattro scrutini cantonali che si sono svolti il 25 settembre 2016. Lo studio si basa su un’indagine realizzata tramite un questionario postale presso 1141 cittadini e avvenuta dopo lo scrutinio. Il campione è rappresentativo per sesso, età, partecipazione e scelta di voto e comporta un margine d’errore standard di +/- 2,5-3%.

 

Lo scorso 25 settembre 2016, una maggioranza di votanti (58,3%) ha approvato l’iniziativa popolare “Prima i nostri” promossa dall’UDC, a discapito del relativo controprogetto promosso dal parlamento e dal governo (36,2% di sì). Lo stesso giorno, l’iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino”, promossa dall’MPS non raggiunge la maggioranza (44,6%), mentre il controprogetto viene approvato dal 55,4% dei votanti. In nessuno dei quattro scrutini, gli orientamenti di voto risultano significativamente influenzati dal sesso e dall’età. Per contro, in tutti i voti hanno svolto un ruolo rilevante il livello di formazione, lo statuto professionale, l’orientamento di partito, l’autocollocazione sull’asse sinistra-destra, i giudizi sulla politica e la fiducia in istituzioni politiche e associative, la valutazione della situazione economica e il giudizio sull’afflusso dei frontalieri. Attorno a questi indicatori, l’indagine mostra l’esistenza di forti polarizzazioni politiche e sociali emerse dagli scrutini.

 

Fra le motivazioni soggettive a favore dell’iniziativa “Prima i nostri” prevale di gran lunga quella per cui, come afferma il testo della stessa iniziativa popolare, è necessario che nel mondo del lavoro si dia la priorità ai ticinesi e più in generale ai residenti, con una quota del 39,8%. Dal punto di vista del profilo del votante, l’iniziativa è stata approvata pressoché all’unanimità dai sostenitori di LEGA e UDC (rispettivamente con il 96,6% e 90,8% di Sì) e da una maggioranza di chi non dichiarava alcun partito di riferimento (64,5%). In generale, il votante di questa iniziativa tende a concentrarsi fra chi si colloca a destra o non si colloca sull’asse sinistra-destra, chi non ha formazione o ha seguito la scuola dell’obbligo come ultima formazione, dispone di un apprendistato, è un lavoratore dipendente oppure un disoccupato, ha opinioni negative sulla propria situazione economica e quella del cantone Ticino, è piuttosto convinto che “gli uomini politici non si interessano di ciò che pensa la gente”, ha poca o nessuna fiducia nel governo federale e in quello cantonale, nelle associazioni padronali e tende ad averne poca anche nei sindacati. L’iniziativa è stata invece rifiutata da una piccola maggioranza dei sostenitori dei Verdi (52% di No), da una maggioranza di sostenitori del PLR (63,8%) e del PPD (61,7%), dalla stragrande maggioranza dei sostenitori del PS (83,9% di No), da chi dispone, in tendenza, di una formazione universitaria, dai lavoratori indipendenti e dai dirigenti, da chi ritiene la situazione economica del Ticino, e la propria, piuttosto soddisfacenti.

 

L’iniziativa “Prima i nostri” ha molto polarizzato le opinioni attorno al tema dei frontalieri, che si rileva l’aspetto che più incide sull’orientamento di voto. Per esempio, l’iniziativa è stata sostenuta dall’85,7% di chi è molto convinto che “la quota attuale di frontalieri riduca il benessere di chi vive in Ticino” e l’80% di chi è altrettanto d’accordo con l’affermazione per cui “l’arrivo di frontalieri genera una concorrenza sleale a discapito dei residenti”. All’opposto, l’84,2% di chi è non è per nulla convinto che “la quota attuale di frontalieri riduca il benessere di chi vive in Ticino” e l’82,7% che non è d’accordo con l’opinione per cui “l’arrivo di frontalieri genera una concorrenza sleale a discapito dei residenti” ha votato contro l’iniziativa.

 

Il sostegno al controprogetto all’iniziativa “Prima i nostri” è stato anzitutto spiegato dai rispondenti stessi come un “buon compromesso, ragionevole ed è attuabile” (53,2% dell’insieme dei sostenitori che hanno motivato il proprio voto). Ha prevalso un votante- tipo in cui si concentrano in particolare il quadro-medio, il sostenitore di PLR o PPD, di centro-sinistra, abbastanza o poco soddisfatto della propria situazione economica e con un’opinione positiva della situazione economica ticinese, abbastanza d’accordo che “gli uomini politici non si interessano di ciò che pensa la gente”, che “la quota attuale di frontalieri riduce il benessere di chi vive in Ticino”, ma anche molto d’accordo che “i frontalieri danno un contributo importante all’economia ticinese”. Tende ad avere molta fiducia nel governo federale e in quello cantonale, e abbastanza fiducia nelle associazioni padronali e nei sindacati. Gli avversari del controprogetto spiegano i motivi del proprio voto con tre principali argomenti: il controprogetto “snatura l’obiettivo dell’iniziativa”, “l’iniziativa è più incisiva e convincente” oppure il controprogetto è “inutile quanto l’iniziativa”. Gli oppositori si concentrano, dal punto di vista politico, soprattutto fra i sostenitori della LEGA (83,3% di No), dell’UDC (85,7%), ma anche, seppur in misura minore, fra i sostenitori del PS (circa il 60%), dei Verdi (57%) e coloro che non hanno un partito di riferimento (65,7%). Fra le spiegazioni per cui l’iniziativa “Prima i nostri”, promossa dall’UDC, ha prevalso sul controprogetto, quella che emerge dall’analisi è stata la maggiore capacità di LEGA e UDC, rispetto agli altri partiti, di mobilitare il proprio elettorato e coloro che non dichiarano alcun partito di riferimento.

 

L’iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino” è stata sostenuta soprattutto da chi ritiene che occorra “garantire salari equi per tutti”. Il votante-tipo a sostegno dell’iniziativa si concentra in coloro che non hanno alcuna formazione o dispongono di un diploma di scuola dell’obbligo, fra i disoccupati, i sostenitori del PS (62% di Sì) e dei Verdi (73%), di sinistra oppure senza nessun partito di riferimento, che hanno una valutazione negativa della situazione economica del Ticino sono poco o per nulla soddisfatti della propria condizione economica, hanno abbastanza oppure poca o nessuna fiducia nel governo federale e in quello cantonale, nonché nessuna o poca fiducia nelle associazioni padronali e invece molta fiducia nei sindacati. Secondo le motivazioni addotte dai rispondenti, l’iniziativa è stata respinta anzitutto per timori legati “all’aumento della burocrazia e dei costi per lo Stato e le aziende” e perché ritenuta “inutile perché incapace di risolvere i problemi”. L’opposizione all’iniziativa proviene, in tendenza, da chi sostiene la LEGA o l’UDC (con il 51,3% e il 54,2% di No) e in proporzione decisamente più marcata dai sostenitori di PLR e PPD (75% di No). Anche nel voto sull’iniziativa “contro il dumping” le opinioni relative ai frontalieri ha svolto un ruolo importante. I sostenitori di “Prima i nostri” sono assai più convinti che “l’arrivo di frontalieri genera una concorrenza sleale a discapito dei residenti”, mentre i sostenitori dell’iniziativa “contro il dumping” sono assai meno persuasi che i frontalieri non “danno un contributo importante all’economia ticinese”.

 

Il controprogetto all’iniziativa “Basta con il dumping salariale in Ticino” ha beneficiato di un ampio sostegno da parte di chi esprime vicinanza a PPD (85,1% di Sì), PLR (71,3%), PS (70,5%), Verdi (60%), da una maggioranza risicata dei sostenitori della LEGA (52,6% di Sì), sia di centro-sinistra e di centro-destra, con una valutazione positiva della situazione economica del Ticino e una soddisfazione abbastanza buona o elevata della propria condizione economica, abbastanza d’accordo che “gli uomini politici non si interessano di ciò che pensa la gente” e che “la quota attuale di frontalieri riduce il benessere di chi vive in Ticino”, ma anche che “i frontalieri danno un contributo importante all’economia ticinese”. Ha molta fiducia nel governo federale e in quello cantonale, e abbastanza fiducia sia nelle associazioni padronali, sia nei sindacati. Fra gli oppositori al controprogetto, le principali motivazioni avanzate sottolineano il carattere “snaturante” degli obiettivi perseguiti rispetto all’iniziativa, la maggiore incisività dell’iniziativa, ma anche il motivo per cui come l’iniziativa anche il controprogetto “è inutile”. Dal punto di vista dei partiti, solo l’elettorato UDC si è in (leggera) maggioranza opposto (53,1% di No) al controprogetto. Fra le spiegazioni per cui l’iniziativa “Prima i nostri”, promossa dall’MPS, è stata battuta dal controprogetto, l’analisi mostra la maggiore capacità di PLR e PPD, rispetto agli altri partiti, di mobilitare in modo più compatto il proprio elettorato contro l’iniziativa e a favore del controprogetto. Inoltre, i sostenitori del PS vi hanno contribuito fornendo più sostegno al controprogetto che non all’iniziativa. Più in generale, il controprogetto ha attirato un profilo di votante più variegato (con opinioni diverse sulla politica e sui frontalieri), in grado di coalizzare con più facilità una maggioranza di voti.

 

I sostenitori di “Prima i nostri” e di “Basta con il dumping salariale” e gli oppositori al controprogetto all’iniziativa “Prima i nostri” sono accomunati da un profilo per diversi aspetti convergente: formazione di base o apprendistato, disoccupato, giudica negativamente la propria situazione economica e del Ticino, ritiene che “gli uomini politici non si interessano di ciò che pensa la gente” e che “la quota attuale di frontalieri riduce il benessere di chi vive in Ticino” ed esprime nessuna o poca fiducia nelle associazioni padronali. La sola eccezione è rappresentata dalla fiducia nei sindacati. Chi vi ripone nessuna o poca fiducia ha votato in misura più importante Sì a “Prima i nostri” e No al relativo controprogetto, mentre chi esprime una fiducia elevata nei sindacati ha sostenuto maggiormente “Basta con il dumping salariale”. Da un punto di vista partitico, chi esprime una vicinanza a LEGA e UDC ha detto Sì in misura più marcata all’iniziativa “Prima i nostri” e No al relativo controprogetto.

 

Il No alle iniziative “Prima i nostri” e “Basta con il dumping salariale in Ticino” e Sì ai relativi controprogetti è pure caratterizzato da un profilo di votante convergente sotto taluni aspetti: sostenitore di PLR e PPD, giudizio positivo sulla situazione economica personale e del Ticino, riconosce il contributo importante all’economia ticinese dei frontalieri. Il solo elemento di divergenza riguarda il livello di fiducia nei sindacati e le associazioni padronali. Chi esprime nei primi abbastanza o molta fiducia ha votato in misura più importante No a “Prima i nostri” e Sì ai controprogetti delle due iniziative, mentre chi esprime abbastanza o molta fiducia nelle seconde ha votato in proporzione maggiore No all’iniziativa “Basta con il dumping” e Sì al relativo controprogetto. Annotiamo ancora che i sostenitori del PS si contraddistinguono per aver espresso un No più importante a “Prima i nostri” e un Sì a “Basta con il dumping”.

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