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23.02.2018 - 14:030
Aggiornamento: 19.06.2018 - 15:41

Rimborsopoli, Matteo Pronzini non ci sta e rilancia i conti della serva con "le somme indebitamente intascate dai Consiglieri di Stato e dall’ex Cancelliere dal 1999 ad oggi". Totale 1,9 milioni di franchi

Il deputato dell'MPS bolla come "arrogante" la richiesta fatta dal Governo al Gran Consiglio di non sospendere i rimborsi senza base legale in attesa che venga aggiornata la documentazione. E intanto tra i benefit dei ministri spunta anche l’opzione di poter usufruire di “piccoli servizi di pulizia e manutenzione della propria vettura presso l’officina dello Stato"

BELLINZONA - Matteo Pronzini non ci sta. Il deputato dell’MPS, colui che ha scoperchiato Rimborsopoli, si scaglia contro la comunicazione che il Consiglio di Stato ha fatto all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio.

 

Una comunicazione in cui il Governo afferma di essere all’opera per aggiornare la documentazione sui rimborsi senza base legale che i membri dell’Esecutivo hanno percepito dal 1999 ad oggi. Ma che, per intanto, “salvo vostro avviso contrario, la prassi in vigore resta immutata”.

 

Una presa di posizione, quella governativa, che Pronzini bolla come “arrogante”. Il deputato, in un’email inviata all’Ufficio presidenziale, chiede pertanto che “si intimi al Consiglio di Stato di sospendere con effetto immediato l’applicazione del contenuto della NAP 103/2016 (mai sottoposta all’Ufficio Presidenziale) e della NAP 43/2011 sottoposta, ed approvata, all’UP nel dicembre 2011”.

 

“La NAP 103/2016 (rimborsi al cancelliere, 3'600 franchi di telefono, 10'000 franchi di regalo e le due mensilità extra) - aggiunge il deputato MPS - non ha base legale e di conseguenza non può e non deve essere applicata. La NAP 43/2011 (15'000 franchi di rimborsi forfettari annui) deve essere oggetto di una ridiscussione nell’ambito del Ufficio Presidenziale. Lo stesso deve (in modo meno superficiale di quanto fatto nel 2011)valutare se, sulla base del suo contenuto ed in particolare di quanto comprende e non comprende, effettivamente 15'000 siano giustificati o meno. Nel caso si dovrà ridurre l’ammontare e chiedere una restituzione anche per queste posizioni”.

 

“Ad ogni cittadino ed ogni cittadina del Canton Ticino - conclude Pronzini - appare chiaro che la somma di 15'000 franchi è chiaramente spropositata, arrogante ed offensiva verso ognuno di loro”.

 

Ma non è tutto. Il Gran Consiglierie, infatti, nell’e-mail inviata all’Ufficio presidenziale, allega anche una tabellina dove viene dettagliato “un riassunto delle somme consapevolmente e indebitamente intascate dai Consiglieri di Stato e dall’ex Cancelliere dal 1999 ad oggi”. Il totale fa 1,9 milioni di franchi.

 

Ma leggiamoli allora i conti della serva fatti da Pronzini. Per le spese telefoniche sono stati rimborsati complessivamente 324’000 franchi, 975’000, invece, i franchi complessivamente restituiti ai ministri come rimborso forfettario annuale nel corso di quasi 20 anni. Il dono da 10’000 franchi, non soggetto a imposta, è costato alle casse cantonali 80’000 franchi. Mentre le due mensilità versate a fine mandato ad ogni ex Consigliere di Stato, 320’000. Per quanto riguarda l’ex cancelliere Giampiero Gianella, ecco il conto dei rimborsi: telefono (64’800); forfait spese (108’000); dono di fine mandato (10’000), 2 mensilità di fine mandato (30’000). Nella foto al termine dell’articolo potete consultare la tabella integrale, con altri dettagli.

 

Ma nell’e-mail inviata all’Ufficio presidenziale, Pronizini allega anche la Nota a protocollo (NAP), dove vengono riassunti tutti i benefit di cui godono i ministri. Oltre a quelli già noti segnaliamo, per curiosità, l’opzione di poter usufruire di “piccoli servizi di pulizia e manutenzione della propria vettura presso l’officina dello Stato”. Oppure “il ricorso agli autisti dello Stato od alle rispettive funzionarie di direzione per effettuare piccole commissioni fuori sede durante la fascia di orario di lavoro”. Infine “l’abbonamento a quotidiani, periodici e riviste attinenti alla funzione”.

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