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Politica e Potere
11.06.2018 - 16:460
Aggiornamento 19.06.2018 - 15:41

L'Austria chiude sette moschee ed espelle alcuni imam, Boris Bignasca interroga il Consiglio di Stato: "Il Ticino intende prendere esempio?"

"Sul sito web della Fondazione Turco Islamica ITDV – scrive il deputato leghista nell'interrogazione – è consultabile una lista delle moschee e dei centri culturali appartenenti alla Fondazione: è presente anche il Ticino. Sul sito ufficiale farebbero parte della rete turca la moschea di Giubiasco di Via Baragge e il Centro Culturale Turco Islamico di Lugano di Via Giuseppe Maggi"

BELLINZONA – Prendere esempio dall'Austria. È questa, in sintesi, la richiesta del deputato leghista Boris Bignasca al Consiglio di Stato all'indomani della decisione del Governo austriaco di espellere alcuni imam e chiudere sette moschee.

Nella sua interrogazione al Governo per dire no all'islamismo integralista in Ticino, Bignasca evidenzia come "negli scorsi mesi ha destato molta preoccupazione la scoperta che alcuni imam hanno organizzato eventi politico-religiosi, con protagonisti bambini in tenuta paramilitare che inscenavano la battaglia di Gallipoli: campagna della prima Guerra Mondiale che segna la vittoria dell'Impero Ottomano sugli eserciti inglesi e francesi e che viene interpretato dagli integralisti islamici come un simbolo della potenza bellica del mondo islamico".

"I media – continua il deputato – riportano come i tentacoli del fondamentalismo hanno anche raggiunto la Svizzera. Lo scorso 25 marzo a Uttwil (Canton Turgovia), nell'ambito dei corsi di lingua e cultura dei paesi d'origine finanziati del governo turco, bambini di scuola elementare in tenuta militare sono stati protagonisti della propaganda bellica islamista".

E ancora: "Lo stesso mese a Biberist (Canton Soletta) i responsabili della moschea locale hanno organizzato un evento simile con il patrocinio di una fondazione legata all'agenzia governativa turca degli affari religiosi Diyanet".

Secondo Boris Bignasca si tratta di "chiari segnali, che non vanno sottovalutati, della presenza in Svizzera di un islam politico sostenuto e finanziato dall’estero, che prolifera in talune moschee e centri culturali e che impedisce la pacifica integrazione e mette a rischio la nostra sicurezza". "Pertanto – continua Bignasca nell'interrogazione –, la decisione del Governo austriaco di chiudere le moschee fondamentaliste ed espellere i relativi imam è da accogliere positivamente, essendo un provvedimento concreto contro l'integralismo islamico e i predicatori d’odio".

"Anche in Ticino – ricorda – va mantenuta alta la guardia per contrastare tendenze di radicalizzazione e fermare qualsivoglia influenza economica ed ideologica di governi stranieri. In particolare sul territorio svizzero risulta attiva la ITDV (İsviçre Türk Diyanet Vakfı, ossia Fondazione Turco Islamica): l'organizzazione raggruppa una cinquantina di moschee e centri culturali in Svizzera".

"Sul sito web della Fondazione Turco Islamica ITDV (http://diyanet.ch/dernekler/)– spiega Bignasca – è consultabile una lista delle moschee e dei centri culturali appartenenti alla Fondazione: è presente anche il Ticino. Infatti, secondo la lista sul sito ufficiale, farebbero parte della rete turca la moschea di Giubiasco di Via Baragge e il Centro Culturale Turco Islamico di Lugano di Via Giuseppe Maggi".

Illustrata la situazione, il leghista pone le seguenti domande al Consiglio di Stato:

1) L'Austria si è impegnata concretamente per contrastare i predicatori d'odio e i finanziamenti provenienti dall’estero volti alla diffusione dell’islam politico, chiudendo alcune moschee ed espellendo gli imam estremisti. Il Consiglio di Stato intende prendere esempio dall'Austria ed intensificare l'impegno a favore della sicurezza e dell’integrazione per contrastare l'islamismo politico?

2) Sia in Austria che in Svizzera sono state realizzate, rappresentazioni propagandistiche della battaglia di Gallipoli, con protagonisti bambini. In Ticino si sono verificati eventi simili? Il Governo monitora l'attività e gli eventi organizzati dai responsabili di moschee e centri culturali legati a governi esteri?

3) In Ticino quali sono gli enti che organizzano e finanziano i corsi di lingua e cultura dei paesi d'origine (Corsi LCO)? Dato che generalmente la scuola pubblica fornisce i locali per lo svolgimento di tali corsi e che essi devono essere apolitici e aconfessionali, il DECS monitora i contenuti di questi corsi e vigila affinché non siano occasione di propaganda politica o religiosa fondamentalista?

4) L'Austria ha espulso alcuni imam che appartengono all’associazione ATIB, in quanto strettamente legati al governo turco e alla sua politica di espansione di una visione integralista dell'islam. In Svizzera è invece attiva la Fondazione Turco Islamica ITDV. Il Consiglio di Stato come valuta l'attività di questa organizzazione in Svizzera? In Ticino sono presenti membri della ITDV?

5) Secondo la lista presente sul sito web ufficiale della Fondazione Turco Islamica ITDV (http://diyanet.ch/dernekler/), farebbero parte della rete turca la moschea di Giubiasco di Via Baragge e il Centro Culturale Turco Islamico di Lugano di Via Giuseppe Maggi. Il Consiglio di Stato intende verificare se questi due centri ottengono finanziamenti dal governo turco? Intende inoltre compiere accertamenti sui legami con il governo turco e sulla loro attività?
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