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25.01.2023 - 13:050

Alberto Siccardi: “Pausa natalizia e brusco risveglio, fra vaccini e energia”

“Non ci è dato di sapere se fra un po’ saremo senza elettricità, né cosa è consigliabile fare. Ciò che lascia stupefatti in tutta questa incertezza è l’inerzia dei nostri governi. Un problema comune a tanti Stati, anche al nostro”

di Alberto Siccardi (opinione pubblicata in Spazio Libero su Corriere e Regione) *

Tornare alla nostra vita normale dopo un breve periodo di vacanze è da sempre stata una sorpresa, come un risveglio. Ci pensano i media, che ci riportano brutalmente alla realtà di politiche dissennate, a volte assurde, sulle quali qualcuno guadagna alla grande mentre altri sono messi in ginocchio.

Un quotidiano scriveva, qualche giorno fa, che Pfizer e Moderna hanno deciso di portare il prezzo dei loro vaccini da “circa” 20 euro a “circa” 120 euro. Essendo il quotidiano in questione, “La Verità”, molto aggressivo, ho pensato che fosse una fake news. Anche perché, se si legge la giustificazione addotta dalle due aziende farmaceutiche, uno rimane di stucco. La ragione addotta è che il “valore” del loro vaccino è molto alto e giustifica il nuovo prezzo, pari a cinque volte quello praticato gli anni scorsi!

Seguendo il loro ragionamento, e cioè che un vaccino anti COVID può salvare una vita e, in senso collettivo, può salvare l’economia di una o più nazioni, una persona sana di mente reagisce secondo buon senso, cerca di capire meglio e raccoglie altre informazioni. Ho chiamato un amico che vive a Washington e dopo una breve ricerca è arrivata una precisazione importante: il prezzo al pubblico sarà quello di oltre 120 USD “dopo la commercializzazione” (dal “Wall Street Journal”). In sostanza Biden avrebbe dichiarato di non voler più sostenere l’enorme spesa del governo acquistando a 17 USD il vaccino COVID, per poi distribuirlo gratuitamente ai cittadini, ma seguire d’ora in poi la normale via della commercializzazione, che tutti i farmaci seguono. Le aziende farmaceutiche Pfizer e Moderna li venderebbero ai grossisti che, aggiungendo il loro margine di profitto, venderebbero alle farmacie le quali, col loro margine di profitto, venderebbero ai cittadini, presumibilmente presentando la ricetta del loro medico curante. Il costo di un vaccino per il consumatore sarà quindi intorno ai 120 USD (cinque/sei volte di più!), come si fa con tanti altri farmaci. Ogni Paese ha regole diverse, ma simili e non lascia nessuna libertà di fare di testa propria ai produttori di prodotti farmaceutici. Tutti seguono questa regola per la distribuzione dei loro prodotti. E Biden ha scaricato così il costo dei vaccini sulla cittadinanza.

Siamo però in questo caso di fronte ad una grossa anomalia. Mentre per qualunque farmaco la decisione di comprarlo è presa dal medico curante in tutta tranquillità, oggi, se tutto procederà come ipotizzato, il vaccino anti COVID è ancora oggetto di una psicosi creatasi in due anni di pandemia, con una vera e propria violenza mentale sia sui medici di famiglia che sui cittadini. La decisione del medico, sia essa di iniettare il vaccino al paziente che di non farlo, sarà discrezionale e creerà ampie zone di vaccinati e altre di non vaccinati. Non essendoci più alcuna pressione o obbligo a vaccinarsi, sarà come per l’influenza: alcuni si vaccineranno e altri no. Facilmente si verificheranno di nuovo, se per caso la COVID riparte in una forma pericolosa, situazioni endemiche e poi pandemiche, e si ricomincerà da capo: obblighi, limitazioni alla nostra vita normale e alle nostre attività (conosciamo le conseguenze).

Sappiamo d’altronde che all’inizio della pandemia abbiamo vissuto una situazione di stress: i vaccini sono stati usati d’urgenza senza aver passato la normale trafila per valutarne l’efficacia e gli eventuali effetti avversi, di cui i compratori, cioè i governi, si sono assunti la responsabilità se li volevano acquistare. Vorremmo evitare di ricadere in situazioni note e spiacevoli. Meglio sarebbe stato che il Sig. Biden avesse continuato a gestire il dopo crisi in modo da affrontare tempestivamente una prossima pandemia.

Riapriamo una parentesi. Si è tanto chiesto, due anni fa, che il governo svizzero prendesse l’iniziativa sacrosanta di impostare una propria produzione di vaccini, come hanno fatto la Russia e la Cina (con buoni risultati, contrariamente a quanto si sente ripetere spesso), evitando di cadere sotto il monopolio dei produttori americani. Sarebbe ancora un’ottima idea, in vista di un futuro poco chiaro, in termini di vaccinazioni più o meno necessarie. Se la Svizzera fosse partita allora, oggi avremmo il nostro vaccino, con vantaggi economici facili da immaginare. Purtroppo, però, oltre ai vaccini a prezzo stratosferico e in regime monopolistico, anche la questione energia non ci dà tregua. Non ci è dato di sapere con certezza se fra un po’ saremo senza elettricità. Né cosa è consigliabile fare. A parte il divertente ma poco serio consiglio di fare la doccia in due, constatiamo che molte aziende hanno installato dei robusti generatori a gasolio, mettendosi al riparo da ipotetici blackout energetici. Il che è molto più serio. Doccia in due e generatori, però, sono una risposta chiara a tanta incertezza, per la verità non bella da parte di un Governo che, se l’allarme è cessato, non si è preoccupato di ritirare le ipotesi di blackout.

Dove invece, sì, tutto è molto chiaro e si continua imperterriti a comunicare tragedie imminenti, è il mondo del clima (quello dei dipinti imbrattati da ragazzetti imbecilli), senza badare ai numeri che caratterizzano la situazione. L’Europa emette il 7 per cento della CO2 totale emessa ogni anno; l’Italia l’uno; la Svizzera meno dell’uno. Cina, India e USA intorno al 80! Il che rende ridicoli tutti i nostri sforzi.

E guai a sussurrare che le centrali nucleari sarebbero, come in Francia, una opzione da non scartare. Arriva la scomunica dei benpensanti che seguono pedissequamente i santoni climatologi. Lunedì sera su un canale televisivo italiano in prima serata si è sentito un ex ministro sbraitare che è in gioco l’estinzione della specie umana, se non si seguirà la direttiva europea di avere tutte le case foderate i materiale isolante…. Per la modica spesa, in Italia, di ben 1.500 miliardi di euro!

Anche qui c’è un bel monopolio che succhia, in modi diversi, l’economia: quello dell’energia, che mette in ginocchio le famiglie meno abbienti, spinge al rialzo l’inflazione e fa chiudere un po’ di aziende. Un dato agghiacciante, non solo perché si parla di inverni più o meno freddi, ma perché l’ENI, che nel 2020 aveva correttamente guadagnato 300 milioni di Euro, diventati 350 nel 2021 e nel 2022 ben 16 miliardi. Sì, sedici miliardi! Con le famiglie meno abbienti in ginocchio e le industrie “energivore” come quelle del vetro di Murano che stanno chiudendo. Niente paura! Il Governo aiuterà tutti a saldare le super bollette, che saranno pagate all’ENI, e il cerchio si chiuderà con un maggior debito dello Stato italiano pagatore e pochi privati straricchi più ricchi di prima, gli azionisti dell’ENI.

Quello che lascia stupefatti è l’inerzia dei nostri governi; il problema è comune a tanti Stati, anche al nostro. Era meglio rimanere in vacanza, senza giornali e televisioni.

 

* imprenditore

 

 

 

 

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