PANE E VINO
Il Ticino si racconta a tavola: vino, sapori e tradizioni per conquistare nuovi turisti
Moreno Colombo, presidente di Mendrisiotto Turismo, punta sull'enogastronomia per valorizzare il territorio e favorire i soggiorni durante tutto l'anno. Un'opportunità da cogliere anche in vista di Regione del Gusto 2027
TiPress / Elia Bianchi

di Moreno Colombo *

L’enogastronomia assume un ruolo sempre più importante nell’attrattiva turistica del Ticino. Chi sceglie la destinazione per il paesaggio, il clima o la cultura trova nella tavola un’ulteriore opportunità di scoperta. In altri casi, una visita in cantina, l’incontro con un produttore o un appuntamento gastronomico diventano il motivo stesso per organizzare un soggiorno. Il valore dell’offerta risiede nella possibilità di conoscere l’origine di un prodotto, le persone che ne sono protagoniste e le tradizioni che rappresenta.

Il Mendrisiotto e Basso Ceresio esprime bene questo legame. Nella regione più vitata del Ticino, itinerari tra i vigneti, visite in cantina, degustazioni e giornate di vendemmia avvicinano i visitatori al mondo del vino, ai suoi produttori e ai suoi paesaggi. Rassegne gastronomiche e agriesperienze completano l’offerta, valorizzando i sapori e le tradizioni del territorio. Grotti e ristoranti propongono prodotti locali e cucina regionale, mentre i mercati offrono ulteriori occasioni di incontro e scoperta. La vicinanza tra queste realtà consente di abbinare facilmente un’esperienza enogastronomica a un’escursione, alla visita di un nucleo storico o a una proposta culturale.

Questa varietà rappresenta una risorsa anche per distribuire meglio le presenze turistiche durante l’anno. Vendemmia, raccolti, produzioni stagionali, degustazioni e rassegne seguono un calendario che offre motivi di visita anche nei periodi nei quali la domanda turistica è meno intensa. Per generare ricadute durature, occorre però trasformare i singoli appuntamenti in occasioni di soggiorno, collegandoli all’ospitalità e alle altre attività disponibili nella regione. Un evento può così diventare il punto di partenza per trascorrere più tempo sul territorio.

Per raggiungere questo obiettivo, è fondamentale una stretta collaborazione tra gli operatori del territorio. Il visitatore cerca un’esperienza coerente, informazioni chiare e servizi facilmente fruibili. Mettere in relazione alberghi, ristoranti, viticoltori, produttori e artigiani locali permette di costruire proposte più complete e di dare visibilità anche alle piccole realtà. Gli enti turistici possono facilitare questi collegamenti e sostenerne la promozione, valorizzando le competenze e le iniziative di chi lavora quotidianamente sul territorio.

Nel Mendrisiotto, un’opportunità da sviluppare è proprio quella di trasformare la ricchezza enogastronomica esistente in esperienze turistiche strutturate. L’offerta deve poter essere trovata, compresa e prenotata con facilità anche da chi visita la regione per la prima volta. Percorsi che uniscono vino, paesaggio, ristorazione e cultura possono rendere più immediata questa scoperta, dando al visitatore ragioni concrete per fermarsi e tornare.

In questa prospettiva, la designazione del Ticino quale Regione del Gusto 2027 rappresenta un’occasione importante per rafforzare il legame tra turismo ed enogastronomia. Il suo valore si misurerà non soltanto nel numero di iniziative organizzate durante l’anno, ma anche nella capacità di accrescere la consapevolezza del valore turistico dell’enogastronomia ticinese e, soprattutto, di consolidare le relazioni tra gli operatori. Sarà altrettanto importante valorizzare le specificità delle diverse regioni: prodotti, paesaggi e tradizioni che, insieme, raccontano la varietà del Ticino.

L’obiettivo è fare della tavola una porta d’accesso al territorio. Quando un piatto o un bicchiere di vino raccontano il paesaggio, la storia e le persone di un luogo, l’enogastronomia diventa parte integrante dell’esperienza turistica.

* Presidente Mendrisiotto Turismo e Vicepresidente Ticino Turismo

 

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