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Domenica 14 | 16.30

La lotta delle donne saharaui

Conferenze

Locarnese

IL DIRITTO DEI POPOLI ALL’ AUTODETERMINAZIONE:
LA LOTTA DELLE DONNE SAHARAUI

A Locarno, domenica 14 giugno alle ore 16.30 presso il Conservatorio Internazionale delle Scienze Audiovisive di Locarno (CISA), un documentario seguito da una tavola rotonda metterà in evidenza come, da almeno 50 anni, le donne saharaui sono in prima fila nella lotta non violenta per la libertà, ed il rispetto dei diritti umani, fra cui il diritto all’autodeterminazione del popolo del Sahara Occidentale, territorio occupato illegalmente e militarmente dal Regno del Marocco. Un rinfresco sarà offerto a conclusione dell’incontro.

A causa del loro attivismo pacifico, le donne sahraui sono vittime di una sistematica violazione dei diritti umani messa in atto dalle autorità marocchine, le quali utilizzano deliberatamente una strategia di repressione allo scopo di ingenerare paura nella popolazione sahraui e impedire il legittimo e libero esercizio dei diritti di espressione, di riunione pacifica. La repressione attuata dal regime marocchino è brutale e colpisce particolarmente le donne saharaui, come ben documentato dal cortometraggio “Insumisas. Donne in lotta nel Sahara occupato”, proiettato con sottotitoli in francese, realizzato nel 2023 dall’Instituto Hegoa e prodotto da Forward Films con il finanziamento di Euskal Fondoa.

Il territorio del Sahara Occidentale, antica colonia spagnola ed oggi ancora iscritta dall’ONU nella lista dei “territori non autonomi”, in attesa di decolonizzazione e con un governo da 50 in esilio nei campi rifugiati in Algeria, non è accessibile ai media internazionali, come non lo è neppure alle persone impegnate nella difesa dei diritti umani; anche all’Alto Commissario ai Diritti Umani delle Nazioni Unite è vietato l’accesso al territorio. Dal 1975 il popolo del Sahara Occidentale attende di poter esercitare il diritto all’autodeterminazione promessogli e dovutogli dalle Nazioni Unite. La Missione ONU (MINURSO) voluta per l’organizzazione del referendum non ha ricevuto il mandato di sorvegliare il rispetto dei diritti umani nel territorio illegalmente occupato e quindi non è in grado di documentare e riportare alla sede centrale dell’ONU le violazioni che vengono regolarmente perpetrate dall’autorità d’occupazione. Le manifestanti vengono frequentemente imprigionate nelle carceri marocchine dove sono vittime di gravi violazioni quali la detenzione arbitraria, la tortura fisica e psicologica, molestie sessuali, diffamazione e marginalizzazione economica. Appare legittimo dunque chiedersi cosa succede allorquando l’autorità occupante arma il sistema patriarcale vigente? Ovvero come affrontare le violazioni perpetrate dal Marocco contro le donne saharaui in particolare a causa del loro sesso.

Di questo tema si dibatterà all’evento che si terrà il 14 giugno prossimo alle ore 16.30 presso il Conservatorio Internazionale delle Scienze Audiovisive di Locarno (CISA), organizzato dai Comitati Svizzeri di Sostegno al Popolo Saharaui, in collaborazione con il Festival dei diritti umani di Lugano. Interverranno alla tavola rotonda: Abida Hadia, parlamentare nazionale saharui, Marina Carobbio, consigliera di Stato del Canton Ticino, avv. Paolo Bernasconi, Samantha Bourgoin, parlamentare cantonale e Vice presidente Verdi Svizzeri, avv. Lucia Tramèr, co-presidente Comitato Svizzero di Sostegno al Popolo Saharaui. Un rinfresco sarà offerto a conclusione dell’incontro.

Info Evento

Per tutti

Sunday 14 June 2026
dalle 16.30

Indirizzo

Cisa

Via Conturbio 1

6600, Locarno

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