Gli uragani ci sono sempre stati. Tuttavia questa 'super tempesta' rientra nello schema che delinea uno scenario di aumento di intensità dei fenomeni.
La Munich Re, una delle grandi compagnie di riassicurazione (sono le assicurazioni delle assicurazioni) ricorda che "in nessun altro luogo l'aumento della frequenza delle catastrofi naturali è tanto evidente quanto in nord America".
Oggi il "New Yorker", prestigiosa rivista della Grande Mela, cita proprio questo studio, secondo cui nel corso degli ultimi tre decenni il numero degli eventi disastrosi legati al clima è quintuplicato. Lo stesso rapporto identifica i cambiamenti climatici come una delle cause principali di questa tendenza.
Naturalmente sarebbe scientificamente scorretto attribuire l'uragano Sandy al cambiamento climatico di per sé. Gli uragani ci sono sempre stati. Tuttavia questa 'super tempesta' rientra nello schema generale che delinea uno scenario di aumento di intensità e frequenza dei fenomeni.
Gli uragani si nutrono del calore degli oceani. Acque più calde apportano più energia agli uragani: durano di più, sono più potenti, fanno più strada. Le temperature delle acque dell'Atlantico, al largo della costa orientale degli Stati Uniti, sono state quest'anno molto superiori alla media.
Il calore estivo estremo qualche decennio fa riguardava meno dell'1% del pianeta, ora concerne il 10% delle terre emerse. Le ondate estive di calore che si sono succedute dal 2000 non sono, da questo punto di vista, un evento 'casuale' o una anomalia statistica.
Il che porta a una considerazione che oggi appare ovvia. Il cambiamento climatico non ha avuto nessuno spazio nella campagna elettorale americana. Ora questo spazio se l'è preso: Sandy ci ricorda che quando noi ci dimentichiamo l'ambiente, prima o poi l'ambiente si ricorderà di noi. Sergio Savoia