Sistemi come quello del Mattino e di Confronti ricordano stati e epoche che con la nostra democrazia non hanno nulla a che fare.
Alla fine la società civile, dopo più di 20 anni, ha reagito. Il servizio di Falò sui metodi del Mattino della domenica ha posto l’accento su chi – e sono tanti, non solo politici! – , negli ultimi vent’anni è stato ingiustamente messo alla gogna in maniera incivile, falsa e mirata sul settimanale di Bignasca.
Si sarebbe dovuto fare molto tempo fa.
Molte delle vittime del foglio leghista hanno preferito non apparire nella trasmissione proprio per evitare di riaprire ferite che non guariranno mai completamente, e probabilmente anche per evitare ulteriori, ignobili, attacchi. Si tratta di persone che sono state ferite nell’orgoglio, la cui dignità è stata calpestata. Persone che hanno sofferto sole, insieme ai propri cari.
Sì, sole insieme ai propri cari, perché la maggior parte della società civile di questo Cantone ha sopportato in silenzio, spesso voltandosi dall’altra parte, permettendo che questa maniera di denigrare l’avversario politico o qualsiasi idea contraria al proprio ideale (?!?!) divenisse la regola e prendesse piede. Si è così dato legittimità ad un linguaggio politico volgare, spesso falso e in ogni caso fine a se stesso.
Di questo siamo tutti co-responsabili.
Questo modo di fare, che si basa nell’attaccare con cadenza settimanale e personalmente il proprio avversario politico o affaristico, ha avuto successo. Tanto che ormai c’è chi aspetta il domenicale per vedere con quanto accanimento e volgarità il Mattino denigrerà il “bambela” di turno.
Non solo: si aspetta anche la reazione da parte di testate di opposta parte politica, per leggere attacchi indiscriminati e personali ad alcuni esponenti della Lega.
Un modus operandi che ricorda tristemente i giochi circensi nel Colosseo, in cui la vittima prescelta veniva a prescindere offesa, attaccata e giudicata da tutto il popolo.
Questo modo di comunicare è riuscito a fare proseliti anche su altre testate giornalistiche, fino al punto da permettere che questo linguaggio e questo genere d’attacchi venissero replicati e pubblicati (Confronti).
Ora la questione, dopo l’opposizione del direttore del settimanale socialista al decreto d’accusa emanto dalla magistratura nei suoi confronti, approderà in un dibattimento processuale che si vuole portare a livello pubblico e politico, oltre che legale.
Ma come siamo arrivati a tanto?
Il giornale di Bignasca ad inizio anni ‘90 ha scosso un Cantone che forse si era un po’ troppo appoggiato su coloro che sedevano al famoso tavolo di sasso, ma poi è sempre più diventato un braccio armato per regolamenti di conti personali che non hanno portato nulla allo sviluppo sociale, economico e ambientale del nostro Cantone.
Oggi, dopo tanti anni, guardandoci indietro dobbiamo chiederci cosa ha apportato la Lega dei Ticinesi al nostro benessere. Siamo diventati così litigiosi da non riuscire a portare avanti nemmeno dei progetti a largo respiro che nel resto della Svizzera vengono risolti nella metà del tempo, e meglio.
Penso che si debbano ringraziare coloro che hanno avuto il coraggio di esternare la loro sofferenza per denunciare situazioni in cui nessuno vorrebbe venire a trovarsi. Ho comprensione per i tanti che non hanno voluto riaprire ferite e che hanno continuato o ricominciato un’attività lontano da qualsiasi cosa possa risvegliare l’astio nei loro confronti da parte di Bignasca e soci.
Ho meno comprensione per coloro che pensano di ripagare con la medesima moneta il Mattino. Questo non porta a soluzioni civili e democratiche. I socialisti si sono lasciati trascinare ad un livello al quale non avrebbero dovuto scendere. Non è con l’imbarbarimento del confronto politico che risolveremo i problemi del nostro Cantone. Queste beghe di bottega non interessano a una popolazione che ha problemi ben più importanti da risolvere.
Ciononostante credo che sarebbe stato utile se tutti, e dico tutti, coloro che sono stati ingiustamente attaccati da questo genere di stampa, che sia leghista, socialista o quant’altro, fossero usciti allo scoperto e avessero potuto denunciare tale abuso di potere giornalistico.
Solo così, uscendo allo scoperto e smettendola di osservare in silenzio, potremo togliere legittimità a un certo modo di interpretare la politica, ricostruendo un paese in cui nessuno venga denigrato per i propri pensieri o ideali.
La democrazia deve basarsi sul rispetto totale di chi non condivide le nostre opinioni, e sistemi come quello del Mattino, di Confronti, ricordano tristemente stati e epoche che con la nostra democrazia e la nostra civiltà nulla hanno a che fare.
Claudio Zanini