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Android all’arrembaggio: è davvero la fine per l’iPhone?
L’acquisto di un telefono resta una scelta personale che dipende dalla sensibilità e dalle priorità di ogni singolo utente.

 Ci risiamo. È di nuovo quel periodo dell’anno nel quale, a seguito dell’uscita anche in Svizzera del nuovo iPhone, tutti si chiedono se sia il caso o meno di effettuare un upgrade del proprio cellulare.

Il nuovo melafonino è più sottile, il 20% più leggero, ha uno schermo più grande ed è dotato del velocissimo processore A6. Ciononostante, se per i fedelissimi di Apple l’aggiornamento del proprio apparecchio è ormai una decisione scontata, una sempre più grossa fetta di utenti sta valutando se non sia veramente il caso di cambiare piattaforma.

Sì, perché i telefoni di Apple non sono più ormai l’unica offerta interessante sul mercato e da qualche anno a questa parte, diversi produttori – come ad esempio Samsung, HTC e Sony – stanno rilasciando terminali molto competitivi e che anzi sfoggiano caratteristiche e potenza spesso superiori a quelle di iPhone.

Non parliamo poi dei recenti problemi denunciati dagli utenti e riconosciuti dalla stessa Apple riguardo alla qualità costruttiva del nuovo melafonino (la versione nera tende a graffiarsi facilmente, rivelando l’argenteo colore dell’alluminio al di sotto della sottile verniciatura opaca sulla scocca), delle nuove mappe di iOS (qualitativamente inferiori rispetto alla controparte presente sui telefoni Android) e del prezzo accresciuto del terminale, per alcuni davvero esagerato.


Detta così, la scelta a favore di un telefono Android parrebbe scontata. Ma è davvero così?

Apple VS Google: la guerra degli ecosistemi

Iniziamo col dire che la scelta di un dispositivo va ben al di là che una semplice comparazione dei terminali. Ciò che dobbiamo valutare è l’ecosistema della piattaforma, ovvero la presenza di app, contenuti multimediali e di aggiornamenti, disponibili a seguito dell’acquisto.

Se difatti passando da iPhone volessimo rivolgerci ad un terminale concorrente (ad esempio un Samsung Galaxy SIII, attualmente il concorrente di iPhone più agguerrito sul mercato) dovremmo valutare se le nostre App esistono anche su Android e quanto ci costerebbe ricomprarle sulla nuova piattaforma. Un’altra domanda da porsi è se siamo disposti a effettuare tutti gli acquisti usando la nostra carta di credito: su Android non esistono infatti le famose “iTunes Gift Cards” acquistabili in pressocché tutti i grandi magazzini in Ticino.

Non saremmo inoltre più in grado di acquistare musica da iTunes che, nonostante l’esistenza di molti negozi di musica alternativi disponibili su Android, rimane di gran lunga lo store più fornito disponibile alle nostre latitudini.

L’importanza degli aggiornamenti

Un altro aspetto da considerare è la disponibilità di aggiornamenti. Un contratto stipulato con la nostra compagnia telefonica dura infatti non meno di un anno, e spesso, per poter approfittare di prezzi più vantaggiosi, siamo indotti a firmare per contratti da 24 mesi; due anni durante i quali la longevità del nostro cellulare dipenderà essenzialmente dalla sua capacità di saper rimanere al passo con i tempi.

In questo ambito i telefoni Android soffrono molto della frammentazione venuta a crearsi a causa della natura stessa del proprio sistema operativo. Benché infatti sia sviluppato prevalentemente da Google, Android è un progetto open source che consente ad ogni produttore di telefoni di realizzare delle versioni personalizzate da montare sui propri modelli.

Diverse marche utilizzano questa possibilità per differenziarsi dalla concorrenza… ed è fondamentalmente per questo motivo che un telefono Android di HTC risulta graficamente diverso da un telefono Samsung o Sony dotato dello setesso sistema operativo.

Esistono dunque diverse versioni di Android, ciascuna delle quali deve essere mantenuta e aggiornata, un compito arduo ed economicamente gravoso, lasciato alla competenza e alla motivazione dei singoli produttori di telefoni, alcuni dei quali non hanno un grande interesse nell’investire tempo e risorse per un’attività che non genera direttamente dei profitti.

Così, mentre HTC sembra generalmente più incline a offrire supporto ai suoi modelli, Samsung e Sony non sono particolarmente famose per il loro supporto post-vendita. Il risultato? Un invecchiamento precoce della maggior parte dei terminali Android sul mercato. In genere i modelli “di punta” ricevono aggiornamenti per almeno un anno, ma nessuno offre delle garanzie. Bisogna fidarsi.

Esenti da questo tipo di problematica sono i telefoni Android della serie “Nexus”, terminali prodotti da diverse marche in collaborazione diretta con Google e che montano una versione “pura”, non personalizzata di Android. Questi telefoni, spesso venduti in sordina alla nostre latitudini (negli Stati Uniti sono venduti esclusivamente sul sito di Google), hanno l’enorme pregio di ricevere aggiornamenti “a vita” direttamente da “big G”, con upgrade sostanziali ad ogni maggiore release di Android.

Purtroppo l’ultimo terminale “Nexus” rilasciato (Samsung Galaxy Nexus), è stato lanciato un anno fa ed è ormai molto difficile da trovare nei negozi. Su internet intanto si vocifera dell’imminente uscita, nel mese di novembre, di una nuova serie di telefoni Nexus, prodotti da LG, Samsung e forse HTC.

Mentre le speculazioni su questi nuovi modelli impazzano, per chi vuole andare “sul sicuro” non resta che affidarsi a mamma Apple, l’unica ad aver dimostrato di essere disposta a supportare anche i suoi modelli più datati. L’iPhone 3GS, rilasciato nel 2009, ha difatti appena ricevuto un aggiornamento ad iOS6 nonostante l’età.

Con questo non si vuole assolutamente affermare che iPhone e iOS siano necessariamente dei prodotti “superori”. Chi cerca un prodotto di qualità potrà senz’altro trovarlo anche in casa Android.


L’acquisto di un telefono e l’adesione ad un particolare ecosistema resta una scelta personale che dipende dalla sensibilità e dalle priorità di ogni singolo utente. Tuttavia, è quanto mai certo è che la piattaforma della mela morsicata stia oggi raccogliendo i frutti di un passato lungimirante e pianificato in modo strategico.

Oggi come oggi è difficile individuare un ecosistema ricco e affidabile come quello di Apple, che fa apparire l’acquisto di un iPhone una scelta “sicura” nonostante le alternative..

Marco Boneff

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