Io credo che la CPIL sia giunta al giro di boa. La mia sensazione di commissario è che a questo giro di boa debba corrispondere un cambio di passo
Ho fortissimamente voluto la commissione parlamentare d'inchiesta sulla Logistica (CPIL). Insieme ad altri colleghi ci siamo battuti perché venisse istituita per far luce sulle molte zone oscure che circondano quella Sezione e che sono state al centro di scandali e scandaletti degli ultimi anni.
Nove mesi dopo la sua creazione comincio a nutrire qualche seria preoccupazione che questa commissione possa produrre la chiarezza e i giudizi chiari di cui il paese abbisogna. Il timore che ci si stia perdendo in mille rivoli è grande.
Siamo a pochi mesi dall'appuntamento importante in cui dovremo riferire al parlamento, fissato per l'inizio del 2013. Adesso dobbiamo cominciare veramente a tirare le fila del lavoro fatto finora. Dobbiamo capire se stiamo andando nella direzione giusta. Serve un cambiamento chiaro di passo. Un salto di qualità. Da parte nostra, come commissari ma anche da parte di chi collabora con noi, Consiglio di Stato in testa, che dà spesso l'impressione di sopportare piuttosto che supportare il nostro lavoro. E anche da parte dell’amministrazione pubblica ci vuole ben altra disposizione nei confronti di questo importante lavoro.
Come membro della commissione sono astretto a un segreto molto rigido e quindi anche nell'esprimermi adesso devo rimanere sulle generali. Quel che posso dire è che più il tempo avanza più sembra difficile che, senza quel cambio di passo, si possa arrivare a partorire qualcosa di diverso da un topolino.
La CPIL non può produrre linee guida o consigli ma giudizi e, se necessario, anche condanne, almeno morali. Deve indicare responsabilità e responsabili e deve pretendere che gli andazzi cambino nel futuro. E da questo punto di vista il governo non dovrebbe procedere con nomine e rimpasti proprio mentre la CPIL sta ancora svolgendo il proprio lavoro, come se ci si potesse rifugiare in una 'normale amministrazione'
L'unica conseguenza del lavoro della CPIL accettabile, a fronte del costo e dell'impegno che questa comporta, è un cambiamento radicale che risolva le problematiche della Logistica, senza se e senza ma.
Questa Commissione di inchiesta parlamentare è un’occasione irripetibile e non possiamo sprecarla per almeno due motivi: in primis per fare chiarezza sulla Logistica e riformarla nel profondo; secondariamente per evitare che uno strumento potente e importante come una commissione parlamentare di inchiesta venga considerato inutile nel futuro quando potremmo di nuovo averne bisogno.
Io credo che la CPIL sia giunta al giro di boa. La mia sensazione di commissario è che a questo giro di boa debba corrispondere un cambio di passo. Se non vi sarà, perderemo un'occasione e io ritengo che questo sarebbe un errore grave. Sergio Savoia