La compagnia elettrica EDF "avvierà discussioni" con lo Stato francese con l'obiettivo di ottenere un indennizzo per la chiusura della centrale nucleare alsaziana di Fessenheim, circa 40 chilometri a nord di Basilea. Lo ha affermato oggi il suo "presidente-direttore generale" Henry Proglio ai microfoni della radio RTL. Oltre alla maggiore compagnia elettrica di Francia i negoziati dovrebbero coinvolgere anche le società partner svizzere Alpiq, Axpo e BKW.
Il 14 settembre scorso il neopresidente socialista François Hollande ha confermato che Fessenheim, la più vecchia centrale atomica di Francia, sarà chiusa nel 2016. Subito dopo EDF, società anonima appartenente per l'84,4% allo Stato, ha smentito di aver chiesto - come affermava un articolo di stampa - un indennizzo di 2 miliardi di euro per compensare i mancati guadagni e gli investimenti già avviati per prolungare fino al 2027 l'apertura della centrale.
Già a fine maggio tuttavia, durante l'assemblea generale di EDF, Proglio aveva preconizzato discussioni con lo Stato sulla questione, aggiungendo che avrebbero dovuto parteciparvi anche i gruppi tedeschi e svizzeri che hanno cofinanziato la centrale.
Fessenheim, che conta due reattori da 900 MegaWatt, è stata costruita con la partecipazione finanziaria della compagnia elettrica tedesca EnBW (17,5%) e delle società elvetiche Alpiq, Axpo e Bkw (15%). Questi partner esteri finanziano anche l'esercizio della centrale nella stessa proporzione, ossia per una quota totale del 32,5%, in cambio di una parte equivalente di elettricità prodotta.