La Repubblica di Cipro chiederà aiuti per 11 miliardi di euro alla comunità internazionale per evitare la bancarotta. Cinque di questi miliardi, secondo quanto rivelato oggi da fonti del ministero delle finanze di Nicosia, saranno destinati alla ricapitalizzazione delle banche locali mentre gli altri sei sono necessari per ripagare il debito fino alla fine del 2015.
Il governo di Nicosia ha chiesto ufficialmente aiuto alle autorità europee il 25 giugno ma senza specificare l'ammontare di cui ha bisogno. Voci non confermate hanno sempre parlato di un prestito di almeno 11 miliardi di euro, di cui cinque per ricapitalizzare le proprie banche e sei per ripianare il debito pubblico. Però, secondo la Troika (UE, BCE, FMI) solo la ricapitalizzazione delle banche cipriote dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 miliardi di euro, anche se gli stress test dell'EBA ieri hanno evidenziato un "buco" nel capitale delle banche locali limitato a 1,86 miliardi di euro.
Con la ristrutturazione del debito greco, infatti, gli istituti di credito dell'isola hanno subito perdite per oltre 4 miliardi di euro. Da maggio 2011 Cipro non ha più accesso ai mercati internazionali per finanziarsi ed entro la fine del 2015 deve affrontare scadenze per 4,7 miliardi di euro.
L'annuncio odierno era stato preceduto, nella tarda serata di ieri, dall'approvazione - da parte del governo cipriota - di un pacchetto di misure di austerità da sottoporre agli esperti della troika nel corso della loro prossima missione sull'isola, che tra l'altro detiene attualmente la presidenza di turno dell'UE. Il testo del pacchetto, approvato al termine di una riunione di tre ore, è stato trasmesso in giornata ai leader dei partiti politici in vista di un imminente incontro tra loro e i membri dell'esecutivo in programma domani pomeriggio.
Secondo quanto dichiarato dal ministro delle finanze, Vassos Sharly, la prima tranche del prestito che verrà concordato tra Nicosia e la troika potrebbe essere fornito già entro la fine di dicembre.