Questo cubo ci porterà ad un risultato letale. Come le truffes di cioccolato che rotolano giù dallo scivolo di zucchero verso la crema
L'autunno è la stagione ideale per fare un salto gastronomico in Piemonte. L'alta Langa regala colline vignate mozzafiato, con all'orizzonte la catena delle Alpi innevate. Grandi vini, tartufi bianchi, sano relaxe pensieri in libertà.
Metà pomeriggio, steso su una sdraio a godermi la digestione e un tiepido sole di inizio ottobre ho rivolto il pensiero al mio Paese...
La Svizzera è davvero un paese straordinario, e per diversi motivi.
Il suo paesaggio, le sue culture, il saper diventare grandi partendo dal piccolo. Esempi emblematici sono i suoi formaggi, la cioccolata e gli orologi.
E le banche. Già, le sue banche... Un sistema quasi perfetto, che dalla seconda guerra mondiale ad oggi, grazie ad un buon servizio e ad una proverbiale discrezione (il rispetto e la tutela legale del segreto del cliente), ha permesso di trasformare un paese di contadini nella nazione più ricca del pianeta.
Il nostro paese ha sempre guardato più a se stesso che agli altri. Nella migliore delle ipotesi si è pensato globale, ma agito locale.
Noi non dovevamo andare verso gli altri perché erano gli altri a venire da noi.
Poi un bel giorno abbiamo deciso di cedere alla tentazione.
Abbiamo voluto aprirci, internazionalizzarci, globalizzarci: in altre parole abbiamo deciso di smettere di fare gli svizzeri. E sono iniziati i problemi: commerciali, finanziari, diplomatici, monetari, migratori...
Al posto di dotarci di una bussola, per ritrovare il nostro nord ci siamo affidati al cubo di Rubik. Solo i maghetti lo sanno maneggiare con abilità, mentre per i più è un rompicapo impossibile.
Questo Rubik ci porterà inesorabilmente ad un risultato letale.
Come le truffes di cioccolato che rotolano giù dallo scivolo di zucchero verso la crema: il dessert che mi ha appena fatto terminare il pranzo e stimolato questi pensieri liberi.
Il mio gastropensiero di oggi è naturalmente dedicato al grande chef stellato michelin Gonzalo Luzarraga del Monastero di Cherasco nelle Langhe piemontesi (nella foto) e alla sua arte pasticciera che mi ha aiutato in queste metafore.
Paolo Clemente Wicht