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È stata rimandata la visita di esperti svizzeri al controverso impianto russo per il ritrattamento dell'uranio di Majak, negli Urali meridionali. Motivo: "non è stato possibile concludere i lavori preparatori con l'agenzia russa per l'energia nucleare Rosatom", scrive in una nota di tre righe l'Ufficio federale dell'energia (UFE).
Il viaggio era previsto a metà novembre. "La nuova data verrà comunicata al più presto", aggiunge l'UFE. Nessuno era raggiungibile stamane presso l'ufficio federale per eventualmente fornire maggiori dettagli sulle ragioni del ritardo.
Del gruppo di esperti designato per visitare l'impianto fanno parte rappresentanti dello stesso UFE, dei gestori delle centrali atomiche elvetiche e dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN).
Una visita era prevista già nel giugno 2011, ma il sopralluogo era stato bloccato all'ultimo momento dall'agenzia russa per l'energia atomica, la quale aveva argomentato che l'impianto si trova in una zona militare vietata.
Nel settembre 2010, Greenpeace aveva chiesto ai gestori delle centrali atomiche svizzere di non più acquistare uranio russo. L'organizzazione ambientalista aveva definito l'impianto di rigenerazione di Majak (scritto anche Mayak) "uno dei luoghi più irradiati al mondo".