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Il nuovo bilancio di vittime del forte terremoto che ha scosso ieri il Guatemala, il più grave degli ultimi 35 anni, è di almeno 50 morti e 25 dispersi, concentrati per lo più nel dipartimento di San Marcos, a nord del paese centroamericano, sulla frontiera con il Messico.
La maggior parte delle vittime è morta a causa del crollo di palazzi, e il presidente guatemalteco, Otto Perez Molina - che ha visitato San Marcos e altre zone raggiunte dal sisma - ha espresso la sua "tristezza nel vedere la gente che sta aspettando per vedere se riesce a ritrovare i famigliari che sono rimasti sepolti sotto le macerie: questa è una vera tragedia".
Nel 'day after' del terremoto - che è avvenuto nella mattinata di ieri, con una intensità di 7,2 gradi nella scala Richter e un epicentro situato a circa 200 km della costa Pacifica del Guatemala - decina di migliaia di persone sono ancora senza elettricità. il governo ha inviato circa 2500 militari nelle zone più colpite dal sisma, mentre il direttore dell'ospedale pubblico di San Marcos, Alfredo Longo, ha avvertito che "per noi l'emergenza non è affatto finita".
Il governo ha deciso da ieri la "sospensione delle attività pubbliche", dopo l'allarme rosso decretato poco dopo il terremoto, che a causa della sua intensità ha scatenato il panico non solo a città del Guatemala ma anche a Città del Messico, dove le autorità hanno ordinato l'evacuazione di numerosi edifici, ed è stato sentito anche nel vicino El Salvador.