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Svizzeri per agricoltura produttrice, non solo paesaggistica

Gli svizzeri vogliono un'agricoltura "produttrice di derrate alimentari" e non esclusivamente concentrata sulla "fornitura di prestazioni ecologiche, quali biodiversità e cura del paesaggio". Si dichiarano inoltre più aperti rispetto a tre anni fa a un'apertura del mercato con l'Unione europea nel settore agroalimentare.

I dati emergono da un sondaggio Univox pubblicato nel Rapporto agricolo 2012 dell'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG), che è stato presentato oggi alla stampa a Berna.

La popolazione - scrive l'UFAG in una nota a commento del sondaggio - "si schiera dalla parte dell'agricoltura" elvetica e "crede nel suo futuro": il 93% degli interpellati ritiene che la Svizzera potrà continuare a permettersi il suo settore primario.

I cittadini - aggiunge l'ufficio federale - ritengono particolarmente importanti tre ambiti: la produzione di derrate alimentari, la detenzione di animali rispettosa delle loro esigenze e la sicurezza alimentare in tempi di crisi. Rispetto al primo sondaggio del 2009 - rileva l'UFAG - è nettamente aumentata soprattutto "la valenza attribuita a un'alimentazione garantita in tempi di crisi". Al contrario la gestione ecocompatibile, che tre anni fa figurava ancora tra i settori fondamentali, ha perso terreno.

L'elettorato elvetico ha un immagine positiva del comportamento dei contadini e gli intervistati apprezzano il sostegno finanziario all'agricoltura, emerge ancora dal sondaggio condotto la scorsa primavera nella Svizzera tedesca e francese: i due terzi sono dell'opinione che essa debba essere sussidiata dallo Stato e che l'agricoltura di montagna debba essere promossa in modo particolare.

L'indagine mostra infine che tra il 2009 e il 2012 gli svizzeri "sono diventati meno scettici" verso l'apertura dei mercati agricoli, in particolari nei confronti dell'Unione europea. Il 53% degli intervistati ritiene un accordo in questo ambito offrirebbe alla filiera agroalimentare svizzera maggiori opportunità di trovare sbocchi sul mercato europeo per i suoi prodotti di alta qualità. Solo il 13% respinge questa idea.

Il 41% pensa che sia ora per l'agricoltura elvetica di confrontarsi con l'apertura delle frontiere, mentre solo il 31% ritiene che le aziende agricole sarebbero minacciate dalla concorrenza europea, contro il 57% nel 2009.

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