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Terrorismo: pericolo più concreto, anche in Svizzera

Il pericolo terrorismo si è fatto di nuovo più concreto per tutto l'Occidente: lo sostiene il capo dell'esercito elvetico, André Blattmann, secondo cui bisogna temere che persone legate al terrorismo arrivino in Europa attraverso i flussi migratori.

"Dalla zona del Sahel giungono segnali preoccupanti", afferma l'alto ufficiale in un'intervista pubblicata oggi da "Der Sonntag". "A quanto sembra le organizzazioni terroristiche si stanno spostando dal Pakistan e dall'Afghanistan verso il Nordafrica. In tal modo sono improvvisamente più vicine a noi". Da lì i terroristi possono approfittare delle ondate migratorie per spostarsi nel Vecchio Continente.

Blattmann ha detto di non poter esplicitamente confermare che questa evoluzione concerne anche il flusso di tunisini. Il capo dell'esercito parla però anche del Mali: la divisione di fatto porta molte persone a migrare e fra loro si trovano forse anche dei terroristi. Bisogna inoltre considerare che in Libia continuano a mancare molte armi, fra le quali anche quelle che potrebbero essere usate da noi.

Il pericolo diventa quindi più attuale anche per la Svizzera, che fa parte dell'emisfero occidentale. E Questo "nonostante cerchiamo di non immischiarci", afferma Blattmann senza precisare esattamente cosa intenda.

Per l'alto graduato, che dice di preoccuparsi per la sicurezza della Svizzera, non esiste però solo il terrorismo. Anche la crisi del debito in Europa potrebbe essere destabilizzante. E pure gli sviluppi in Asia sono inquietanti, per esempio con il massiccio aumento dei budget militari. Da non dimenticare inoltre la Siria, che ha un vasto arsenale di armi chimiche.

Blattmann vuole inoltre tranquillizzare i sindacati, che temono che le forze armate si preparino a far fronte a disordini sociali. "Per me è chiaro che l'esercito non sarà impiegato in dimostrazioni interne. E anche il mio superiore, il consigliere federale Ueli Maurer, la pensa così". Blattmann si sente quindi di escludere che si verifichi di nuovo quanto successo a Ginevra nel 1932, quando i soldati spararono sui manifestanti, provocando 13 morti e 65 feriti? "Sì, ne sono convinto", risponde l'interessato.

Il comandante di corpo ha anche annunciato che si sta valutando la possibilità di lanciare una campagna per mostrare maggiormente alla popolazione cosa faccia l'esercito, che negli ultimi anni si è ridotto ed è perciò diventato meno visibile. Concretamente, Blattmann pensa ad esempio una sorta di show: per esempio verrebbe allestito un ponte su un fiume, si farebbero poi passare dei blindati e si organizzerebbe un dispositivo di difesa con la fanteria. Uno dopo l'altro sarebbero toccati tutti i cantoni, una settimana per cantone. "Oggi questo sarebbe spettacolare, 20 anni or sono era invece assolutamente normale", spiega l'ufficiale. Che, per finire, si dice "completamente convinto" del Gripen quale nuovo velivolo da combattimento per l'aeronautica militare.

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