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Nuovo arresto nell'ambito delle indagini della procura di Firenze sulle stragi mafiose del 1993 a Firenze, Roma e Milano. Gli agenti della Direzione investigativa antimafia (Dia) di Firenze hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un cinquantasettenne di Santa Flavia, ritenuto responsabile di aver fornito ingenti quantitativi di tritolo.
L'arrestato si chiama Cosimo D'Amato ed era un pescatore. Per l'accusa recuperava dai relitti bellici il tritolo poi usato nelle stragi. È parente di Cosimo Lo Nigro, già condannato per le stragi, ma non era mai entrato nell'inchiesta.
D'Amato è accusato di strage, devastazione e di detenzione di un ingente quantitativo di esplosivo, per aver concorso agli attentati, tra l'altro, con i boss Totò Riina, Bernardo Provenzano, Filippo e Giuseppe Graviano e Matteo Messina Denaro.
Secondo l'accusa, l'esplosivo recuperato da D'Amato venne consegnato al commando predisposto dal boss Francesco Tagliavia, l'ultimo boss ad essere stato condannato in primo grado a Firenze, nel 2011, per le stragi.
Gli investigatori risalirono a Tagliavia grazie alle testimonianze del collaboratore Gaspare Spatuzza.