Il comitato direttivo dei Verdi ha deciso che il partito non accetterà donazioni da parte delle due grandi banche UBS e Credit Suisse. Sì, invece, al contributo della banca Raiffeisen, pari a 12 mila franchi.
I Verdi, ha detto oggi la copresidente Adèle Thorens, hanno elaborato un regolamento in materia di donazioni, in base al quale i contributi vengono accettati solo a tre condizioni. I primo luogo, ha detto la Thorens, deve essere garantita la trasparenza; in secondo luogo l'autonomia e l'indipendenza del partito non devono in nessun modo essere intaccate e, terzo punto, la credibilità dei Verdi non deve risultare scalfita.
Proprio rifacendosi a questo regolamento, gli ecologisti hanno quindi deciso di non accettare finanziamenti da parte delle grandi banche. UBS nello scorso aprile aveva annunciato che verserà a partire da quest'anno una somma complessiva di un milione di franchi ai partiti politici svizzeri "che si impegnano chiaramente a favore della concorrenza e dell'economia di mercato".
Pure Credit Suisse ha annunciato finanziamenti per un milione, apparentemente senza condizioni: ma anche in questo caso i Verdi respingono i contributi, perché - a detta di Thorens - verrebbe messa in gioco la credibilità del partito.
Il comitato direttivo ha invece accettato la donazione di Raiffeisen, una banca regionale, organizzata secondo criteri cooperativistici, che nel vortice della crisi finanziaria non è rimasta coinvolta in nessun scandalo.