Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato all'unanimità una risoluzione che prevede sanzioni contro i ribelli del movimento M23, i militari disertori, che nelle scorse ore sono entrati a Goma, nella Repubblica Democratica del Congo, dopo giorni di combattimenti rapendo donne e bambini.
La risoluzione, proposta dalla Francia, chiama in causa anche i paesi che sostengono l'M23 per porre fine al loro supporto. In particolare il Ruanda anche se i leader del paese negano ogni coinvolgimento nel conflitto.
Intanto la missione Onu nella Repubblica democratica del Congo (Monusco) ha annunciato in un comunicato che resterà "impegnata" a Goma, sotto controllo dei ribelli dell'M23, e ha messo in guardia contro ogni violazione dei diritti umani: "Gli autori di questi atti, l'M23 o chiunque altro, dovranno risponderne davanti alla giustizia".
Nella tarda serata di ieri i presidenti del Congo Joseph Kabila e del Ruanda Paul Kagame si sono incontrati in un faccia a faccia nella capitale dell'Uganda Kampala, per poi incontrare l'omologo ugandese Yoweri Museveni.
L'Uganda, come il Ruanda, è accusato di sostenere l'M23, composto da ex ribelli integrati nelle forze congolesi nel 2009, per poi disertare e tornare a combattere l'esercito regolare dalla scorsa primavera nel Nord-Kivu.