La Commissione europea ha approvato oggi la fusione del gigante delle materie prime Glencore e del gruppo minerario Xstrata, entrambi con sede nel canton Zugo. Glencore deve porre fine ai suoi contratti in Europa con il numero uno mondiale dello zinco, il belga Nyrstar.
"Il rimedio proposto garantisce il mantenimento di un ambiente competitivo sul mercato dello zinco, in modo che i clienti europei come galvanostegisti di acciaio e costruttori di auto possano continuare a produrre beni di consumo di valore a basso prezzo e di buona qualità", si è felicitato il commissario europeo incaricato della Concorrenza Joaquin Almunia.
Sorvegliante della concorrenza in Europa, la Commissione temeva che la fusione avrebbe portato ad un'aumento del prezzo dello zinco, metallo molto utilizzato nell'industria. Senza condizioni in proposito, l'operazione avrebbe creato problemi di concorrenza nella fornitura del materiale, considerando la posizione di mercato "già importante" di Glencore.
Glencore, grazie all'intesa con Nyrstar, è in effetti il più importante fornitore di zinco in Europa. Xstrata è invece al secondo posto. In modo da ottenere l'avallo della Commissione per la fusione, i due gruppi hanno accettato di "mettere fine agli accordi con Nyrstar nel settore dello zinco".