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Sì a epizoozie: stampa soddisfatta, ma preoccupa astensionismo

La stampa svizzera accoglie favorevolmente il "sì" popolare alla legge sulle epizoozie, ma soprattutto in Romandia fa discutere l'astensionismo. Qui di seguito la trascrizione dei passaggi più significativi dei commentatori, tenendo peraltro conto che diverse testate anche importanti rinunciano a fornire valutazioni sul voto.

NEUE ZÜRCHER ZEITUNG - "La campagna di votazione non è stata accesa e quindi non sorprende la bassa partecipazione. Il comitato che ha lanciato il referendum si è impegnato, ma non è riuscito ad attirare l'attenzione sul tema. (...) I contrari alla vaccinazioni non sono riusciti a sfondare con i loro argomenti generici. Le aspre critiche mosse all'industria farmaceutica e all'Organizzazione mondiale della sanità avevano troppo il sapore di teorie cospiratrici."

AARGAUER ZEITUNG - "La bassa partecipazione dà certamente da pensare. (...) Animali sani sono la base di buone derrate alimentari. (...) La discussione sulla protezione dalla malattie infettive non deve quindi essere lasciata a chi è critico verso i vaccini. Il fatto che gli argomenti generici e irrazionali non abbiano trovato eco è da valutare in modo positivo."

BERNER ZEITUNG - "Per i critici la votazione può essere stata un rodaggio in vista della campagna per la legge sulle epidemie: ma ora si sono anche probabilmente resi conto di come si stiano muovendo controvento."

LE TEMPS - "Esiste un limite di partecipazione al di sotto del quale non si può andare, altrimenti si discredita l'istituzione stessa della democrazia diretta. È troppo presto per dire se questa soglia è stata raggiunta. Ma l'aumentato attivismo di gruppi marginali come quelli che hanno lanciato il referendum comporta il pericolo che gli Svizzeri siano chiamati sempre più spesso alle urne per temi secondari."

L'EXPRESS/L'IMPARTIAL/LA LIBERTÉ - "Quando un evento viene organizzato quattro volte all'anno e solo un quarto della popolazione si interessa bisogna parlare di fiasco. (...) La votazione si è svolta in un clima generale di indifferenza. Si spera che questo incidente di percorso non scuota eccessivamente la fiducia dei cittadini nel sistema politico svizzero."

LE QUOTIDIEN JURASSIEN - "Il popolo svizzero si esprime su ogni possibile tema, anche su questioni tecniche come le epizoozie. Si sarebbe potuto evitare di chiamarlo alle urne per un solo oggetto. La cosa più semplice sarebbe stata di spostare la votazione a marzo: non sarebbe morto nessuno e si sarebbero risparmiati costi inutili."

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