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Aperta a Doha la 18esima Conferenza Onu sul clima

Si sono aperti i lavori della 18esima Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP18) a Doha. La conferenza si tiene per la prima volta in Medio Oriente, nel Qatar National Convention Center (QNCC), dove oltre 17'000 persone provenienti da 194 paesi si riuniranno fino al 7 dicembre.

Tra gli argomenti che verranno trattati vi sono l'innalzamento della temperatura globale, la riduzione delle emissioni di CO2, il finanziamento di un fondo per il clima e un percorso che porti alla conclusione di un accordo vincolante per il 2015.

Negli ultimi tre giorni i negoziatori saranno raggiunti da oltre 100 ministri per la sessione finale; la consigliera federale Doris Leuthard accompagnerà il direttore dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) Bruno Oberle. La delegazione negoziale sarà guidata dall'ambasciatore Franz Perrez, capo della divisione Affari internazionali dell'UFAM. Sarà composta di 23 membri e comprenderà i rappresentanti dei Dipartimenti federali dell'ambiente, degli esteri, dell'interno e dell'economia, come pure esponenti del mondo economico e scientifico, di organizzazioni di sviluppo e di associazioni ambientaliste.

Greenpeace ha intanto annunciato che non organizzerà proteste e manifestazioni nella capitale qatarina, a causa di ostacoli pratici e logistici. Durante la COP17 a Durban, in Sudafrica, l'organizzazione ambientalista occupò il centro conferenze dove si trovavano i delegati dell'ONU, e ci fu anche l'arresto di alcuni attivisti.

Manifestazioni e proteste a parte, l'organizzazione chiede comunque che a Doha vengano adottati gli emendamenti al Protocollo di Kyoto affinché venga concluso un accordo vincolante in vigore già dal primo gennaio 2013.

Sono oltre 7'000 i membri di organizzazioni non governative (ong) venuti a Doha. Il presidente di questa 18esima Conferenza, Fahad bin Mohammed al-Attiyah, ha sottolineato il ruolo fondamentale delle ong nel monitorare governi e organizzazioni internazionali e nel dare informazioni sulle evoluzioni mondiali in campo ambientale. "Diamo il benvenuto alle ong e le invitiamo a partecipare, a protestare e a far sentire le loro voci", ha dichiarato Al-Attiyah in un'intervista ad al-Jazeera.

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